Il 15 novembre 2014 si è svolta a Belgrado una riunione tra i Primati delle Chiese ortodosse di Russia e Serbia e il primo ministro della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić. All’incontro, che faceva parte del programma della visita di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rusi Kirill in Serbia e si è tenuto nel palazzo del Governo della Repubblica di Serbia, hanno partecipato il ministro degli Affari Esteri Ivica Dacic, il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, e il vescovo di Backa Irinej.

Nel suo discorso di benvenuto, Aleksandar Vučić ha espresso la gioia per la visita del Primate della Chiesa ortodossa russa in Serbia. Il primo ministro ha ringraziato Sua Santità il Patriarca Kirill per il sostegno e l’assistenza al popolo serbo e alla Chiesa ortodossa serba, e in particolare per la costruzione della Cattedrale di San Sava a Belgrado. A nome del governo della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić ha espresso gratitudine allo Stato russo «per l’importante sostegno in numerose questioni politiche ed economiche», e ha osservato che le relazioni fraterne e cordiali tra i popoli dei due Paesi non dipendono dalla complessità della situazione politica e dalla congiuntura internazionale.

In risposta, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, ha detto:

«In Serbia ci sentiamo veramente tra fratelli e queste non sono parole di circostanza. Basta guardare i volti delle persone che incontriamo per strada. Vediamo una gioia sincera, sentimenti che nascono dal cuore. La sincerità e i buoni sentimenti che il popolo serbo nutre verso il nostro popolo si manifestano pienamente in occasione degli eventi che stanno accadendo ora.

Davvero, questi sentimenti hanno caratterizzato tutta la nostra storia sin dai tempi antichi, dai tempi di San Sava. E questi legami tra le persone, i popoli e le Chiese, sono entrati nella coscienza nazionale. Questo crea una solida base che non può essere distrutta dalla volontà politica di alcuni funzionari governativi o da alcuni partiti politici. Pertanto, la politica sia in Russia che in Serbia non può non sentire la voce del popolo e a non agire in conformità con quel senso interiore delle persone, perché è pericoloso che un politico ignori l’opinione del popolo, dei suoi elettori.

È importante che tra i leader della Serbia ci siano persone che sono consapevoli di questo ed esprimono i sentimenti del popolo, in particolare nella sfera della cooperazione e delle buone relazioni politiche con la Federazione Russa.

Voi avete citato la nostra partecipazione congiunta alla costruzione della chiesa di San Sava. Vorrei sottolineare che il concorso per il mosaico interno è stato organizzato dal Ministero della cultura della Federazione Russa e si è concluso con la decisione che la giuria che doveva scegliere il tipo di mosaico doveva essere presieduta dal metropolita Hilarion e dal vice primo ministro serbo Dacic. Mi auguro che con la grazia di Dio questo importante progetto sarà portato a termine. Questa sarà la chiesa ortodossa più maestosa e bella nei Balcani. Sarà un monumento al trionfo dell’Ortodossia serba, ma al contempo dimostrerà l’amore del popolo russo.

Quest’anno il Paese ha subito il grande disastro dell’alluvione. Noi abbiamo colto le sofferenze del popolo serbo. Quando mi sono rivolto alle persone comuni – non agli uomini d’affari e ai banchieri, ma ai semplici credenti – è stato raccolto quasi un milione di dollari. E sono contento che quando si tratta di sostegno al popolo serbo, i nostri fedeli, spesso non molto ricchi, rispondono con il cuore. Questo dimostra anche le buone relazioni tra le persone e le nazioni, relazioni che sono radicate nella nostra storia, una storia gloriosa, con pagine meravigliose, ma a volte anche tragiche. Non siamo mai stati nemici, siamo stati sempre alleati, e sempre abbiamo combattuto, anche con le armi, per obiettivi comuni. Tutto questo, naturalmente, è dipeso dal fatto che siamo molto uniti.

Avrò l’opportunità domani di visitare il cimitero memoriale dove sono sepolti i soldati russi che hanno dato la vita durante la Prima guerra mondiale. È importante che grazie agli sforzi congiunti, tutti i monumenti del cimitero sono stati restaurati … Ricordo che alcuni anni fa, quando ho visitato il cimitero e mi sono state mostrate le tombe, era difficile vederle perché era tutto in rovina. Ora, grazie a Dio, il cimitero è stato restaurato e il mio cuore gioisce. Quest’anno ricorre il centenario della guerra che ha diviso il mondo, ma il sangue ha unito i nostri popoli. E il ricordo di questi eventi costituisce una parte molto importante della nostra memoria storica comune.

Vorrei dire che i rapporti tra le due Chiese sono per molti versi una garanzia per le buone relazioni tra i nostri popoli e gli Stati. Pertanto, attribuiamo grande importanza al dialogo e alla collaborazione con la Chiesa ortodossa serba. Tra l’episcopato della vostra Chiesa ci sono molte persone che ho conosciuto personalmente nel corso degli anni, e apprezzo molto i nostri buoni rapporti. Voglia Dio che tutto questo continui sempre sulla via dell’unità, della cooperazione e dell’interazione tra le nostre Chiese; come oggi ho già avuto modo di dire, da ciò dipende in gran parte l’unità di tutta l’Ortodossia.

E il mondo ortodosso ha bisogno di essere unito, perché così tante sfide oggi sono dinanzi a noi ortodossi. Queste sfide sono legate, in primo luogo, alla situazione catastrofica nel campo della morale personale e sociale nei Paesi dell’Europa occidentale. Vediamo tutti che la morale cristiana in Europa si sta distruggendo. Storicamente, l’Europa era cristiana ed era così forte che ha potuto annunciare il suo cristianesimo al mondo intero, e tutti ascoltavano. Oggi l’Europa – senza alcuna aggressione esterna – rinuncia essa stesa alla sua eredità cristiana. Questo processo sta evolvendo in azioni concrete, tra cui l’adozione di leggi sui matrimoni gay e l’eutanasia, anche per i bambini.

Questi enormi cambiamenti nella coscienza morale della civiltà europea sono estremamente pericolosi, perché la persona può esistere solo nel caso in cui la sua libertà si realizza nel contesto della responsabilità morale… La lotta alla corruzione, alla criminalità è molto importante. Molti credono che sia sufficiente fare buone leggi, che le forze dell’ordine e la giustizia lavorino bene e tutto questo non accadrà. Tutto questo invece continuerà ad accadere se nella persona è distrutta la componente morale. A questo proposito, l’Ortodossia oggi offre la sua testimonianza a tutto il mondo. La collaborazione tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa ortodossa serba è molto importante in questo contesto».

Al termine della conversazione, Sua Santità il Patriarca Kirill, Aleksandar Vučić e la delegazione della Chiesa ortodossa russa hanno incontrato il capo e i membri del governo della Repubblica di Serbia in formato esteso.

Aleksandar Vučić, a nome del governo della Serbia, ha ringraziato ancora una volta il Primate della Chiesa ortodossa russa e il Governo russo per gli aiuti al popolo serbo.

Durante l’incontro con i membri del Governo, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha parlato della fraterna collaborazione tra le due Chiese, tra cui la gestione degli uffici di rappresentanza della Chiesa serba a Mosca e della Chiesa ortodossa russa a Belgrado. «A Mosca c’è una rappresentanza della Chiesa serba e a Belgrado c’è la rappresentanza della Chiesa Russa. Il ponte spirituale tra le nostre Chiese è mantenuto da queste due istituzioni – ha detto Sua Santità. – Apprezziamo le opere del vescovo Antonij, che dirige la Rappresentanza della Chiesa ortodossa serba a Mosca, e di padre Vitalij, che è il rettore della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Belgrado».

Sua Santità il Patriarca Kirill ha detto che molti vescovi serbi hanno compiuto i propri studi teologici nelle scuole della Chiesa Russa e che ci sono studenti russi che studiano in Serbia. «Crediamo che il legame tra le giovani generazioni di teologi e tra le scuole sia molto importante», ha detto.

«Ho molto apprezzato il fatto che Sua Santità il Patriarca Irinej abbia onorato l’Accademia Teologica di Mosca della più alta onorificenza della Chiesa serba – l’ordine di San Sava di I grado», ha aggiunto il Primate della Chiesa russa.

Infine, Sua Santità il Patriarca Kirill ha nuovamente sollevato la questione del Kosovo e Metohija, sottolineando che la posizione della Chiesa ortodossa russa su questo tema rimane invariato: «Noi siamo fermamente convinti del fatto che non ci può essere discriminazione nei confronti della popolazione serba in Kosovo e Metohija, non ci può essere l’isolamento dei serbi che vivono in Kosovo e Metohija dalla Serbia. Non è la Chiesa a dover formulare un modello di soluzione politica; questo sta ai politici. Ma insistiamo a tutti i livelli, dove possiamo, sul rispetto dei diritti e delle libertà dei serbi che vivono in quelle zone», ha detto Sua Santità.

Secondo il Patriarca Kirill, nella risoluzione di questo conflitto non devono essere danneggiati né la dignità della nazione serba, né il diritto internazionale. «Preghiamo e lavoriamo affinché la situazione in Kosovo e Metohija sia risolta nel migliore dei modi, che possano essere raccolti fondi per aiutare la diocesi di Raska e Prizren, e si possa sostenere la partecipazione della Federazione Russa presso l’UNESCO al progetto riguardante il Kosovo e Metohija», ha concluso il Primate Chiesa ortodossa russa.