La notte del 22 giugno 2015, nel 74° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, durante la sua visita in Bielorussia, ha visitato il complesso memoriale «Fortezza di Brest».

Nel tempio di San Nicola, la storica chiesa di San Nicola della guarnigione, all’interno del territorio della fortezza, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha tenuto un servizio di preghiera in memoria dei difensori della fortezza di Brest e di tutti coloro che sono morti nella Grande Guerra.

Hanno concelebrato con Sua Santità l’esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, metropolita Pavel di Minsk e Zaslav, i gerarchi della Chiesa ortodossa bielorussa, il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk, il vicepresidente del Decr, arciprete Nikolaj Balashov, il clero dell’Esarcato bielorusso, i sacerdoti giunti dalla Russia e dall’Ucraina.

Nel tempio erano presenti la fraternità femminile della Chiesa, dedicata alla beata Valentina di Minsk, la 38ª Brigata delle Truppe aviotrasportate delle Forze Armate della Repubblica di Bielorussia, i membri della fraternità di San Spiridione di Tremithonte e le organizzazioni giovanili dell’Esarcato bielorusso.

Al termine del servizio di preghiera, sulla Piazza della Fortezza di Brest è stata tenuta una cerimonia commemorativa. Il canale televisivo «Unione» ha trasmesso in diretta gli eventi nella chiesa e sulla piazza.

Tra gli ospiti d’onore hanno preso parte alla cerimonia il commissario per gli affari religiosi ed etnici della Repubblica di Bielorussia L.P. Guljako, il presidente del Comitato esecutivo della regione di Brest A.V. Lis, l’ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica di Bielorussia A.A. Surikov, i veterani della Grande Guerra.

Dopo la rappresentazione musicale e teatrale dedicata all’eroismo dei difensori, Sua Santità il Patriarca, insieme al presidente del Comitato esecutivo della regione di Brest A.V. Lis, ha preso parte alla cerimonia di posa di una corona di fiori dinanzi al monumento agli eroi della Fortezza di Brest, poi ha rivolto un discorso ai partecipanti alla cerimonia.

Sua Santità il Patriarca Kirill ha detto:

«Fratelli e sorelle! Ecco quanto desidero dirvi oggi.

Immaginate di avere dinanzi a Voi questa scena terribile: la guarnigione, circondata da un avversario molte volte superiore, affronta un combattimento mortale. Probabilmente i difensori non hanno avuto nemmeno il tempo di capire quello che stava succedendo: era impossibile resistere all’assalto di un nemico numericamente superiore e restare in vita. E che cosa hanno fatto queste persone? Non si sono affrettate a fuggire. Non hanno cercato chi, di quelli più anziani, doveva salvarsi e chi, di quelli più giovani, doveva sacrificarsi. Non si sono contesi un bicchiere di acqua, che poteva salvare la vita a qualcuno. Tutti insieme, come una cosa sola, sono andati incontro a questo attacco terribile. Erano fratelli e sorelle.

Questo ci fa pensare che c’è qualcosa nel mondo, nella nostra vita, che è in grado di unire le persone più dello stesso sangue. Sappiamo per esperienza che il sangue non è garanzia di rapporti fraterni… Ma nel momento in cui i soldati alla Fortezza di Brest stavano spalla a spalla per difendere la Patria, nessuno ha avuto dubbi. C’è stata una vera fratellanza, che non poteva spezzare neanche la morte.

Anche nella nostra vita ci deve essere qualcosa che ci lega ancora più forte del nostro stesso sangue. Noi tutti siamo una cosa sola. E non solo perché abbiamo lo stesso sangue dei nostri antenati, ma anche perché abbiamo vissuto la stessa storia, abbiamo condiviso gioie e dolori. E come si può dividere la storia?

La difesa eroica della Fortezza di Brest è simbolo della nostra unità, simbolo della capacità di superare il pericolo mortale e insieme vincere. I difensori della Fortezza di Brest hanno sconfitto il nemico ed è per questo che oggi siamo qui. Naturalmente, sentiamo il dolore per tutte quelle persone, soprattutto per i giovani, che sono morti nei primi giorni della guerra. Ma allo stesso tempo guardiamo a questa impresa eroica con un certo orgoglio, con un senso di timore reverenziale, consapevoli della sua importanza per noi stessi, per ogni persona oggi, sia essa bielorussa, russa o ucraina, per tutti coloro che sono eredi del nostro grande passato!

Con tutto il cuore auguro la pace e la prosperità a tutto il nostro popolo, a prescindere dalla nazionalità. Noi tutti proveniamo da un unico fonte battesimale. Oggi noi viviamo in Stati diversi, la cui sovranità è riconosciuta e rispettata da tutti. Ma le persone con il loro destino, con il loro percorso storico – questo è il nostro popolo, e per esso gli eroi della Fortezza di Brest hanno versato il sangue.

Dio conceda la pace e la prosperità al nostro popolo. Dio conceda la prosperità a Brest, alla terra russa, alla terra bielorussa, e a molte, molte persone che nello spirito sono nostri fratelli e sorelle. La benedizione di Dio sia con tutti voi.

In ricordo della mia permanenza in questo luogo sacro, vorrei donare alla Fortezza di Brest l’icona della Madre di Dio «Gioia di tutti coloro che soffrono». Che nome meraviglioso: Gioia per tutti coloro che soffrono! Il dolore, come la gioia, fa parte della vita umana. Quindi lasciate che per intercessione della Madre di Dio, la potenza di Dio trasformi i nostri dolori in gioia. Il Signore aiuti tutti voi».

Dopo aver visitato il complesso memoriale della Fortezza di Brest, Sua Santità il Patriarca Kirill e il suo seguito sono ripartiti per Mosca. All’aeroporto Thelma di Brest Sua Santità Vladyka è stato accompagnato dal metropolita Pavel di Minsk e Zaslav e dai vescovi della Chiesa ortodossa bielorussa, da L.P. Gulrko e da A.V. Lis. Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha ringraziato la leadership della Repubblica di Bielorussia, della regione di Brest, e i vescovi dell’Esarcato bielorusso per l’organizzazione della visita primaziale.

 

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La fortezza di Brest

La costruzione della fortezza di Brest è iniziata nel 1833 nell’ambito del progetto del geometra e ingegnere militare Karl Opperman. I lavori di costruzione sono stati completati nell’aprile 1842.

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale la fortezza venne preparata per la difesa, ma la notte del 13 agosto 1915, durante la ritirata generale, fu abbandonata e fatta saltare in aria parzialmente dalle truppe russe. Il 3 marzo 1918 presso la Cittadella, il cosiddetto Palazzo Bianco (l’ex convento basiliano della Chiesa uniate) è stata firmata la pace di Brest. La fortezza è stata nelle mani dei tedeschi fino alla fine del 1918, e poi sotto il controllo dei polacchi. Nel periodo tra le due guerre fu utilizzata come caserma, deposito militare e prigione politica.

Il giorno dopo l’inizio della Seconda guerra mondiale il 2 settembre 1939, la Fortezza di Brest fu bombardata dai tedeschi. Capo del presidio fu nominato l’11 settembre il generale in pensione Konstantin Plisovsky, che aveva a sua disposizione non più di 2.500 persone. Le forze armate tedesche erano superiori rispetto ai difensori della fortezza, di 2 volte nella fanteria, di 4 volte quanto a mezzi corazzati, e di 6 volte rispetto all’artiglieria. Ciò nonostante, dal 14 settembre i difensori della fortezza respinsero ben sette attacchi tedeschi, perdendo fino al 40% della loro guarnigione. La notte del 17 settembre, il generale Plisovsky, lui stesso contuso, ordinò di abbandonare la fortezza e attraversare il Bug a sud.

Il 22 settembre 1939 la fortezza è stata consegnata all’Armata Rossa. Fino al 22 giugno 1941 nella fortezza era di stanza un numero di unità militari di circa 9.000 persone, senza contare i familiari del personale militare (300 famiglie).

Secondo il piano del comando tedesco, la fortezza doveva essere conquistata per le ore 12 del primo giorno di guerra. Il 22 giugno, alle 4.15 sulla fortezza fu aperto il fuoco di artiglieria, la guarnigione fu colta di sorpresa. Furono distrutte le scorte, l’approvvigionamento idrico e ogni comunicazione fu interrotta; il presidio aveva subito pesanti perdite. Alle 4.45 ebbe inizio l’assalto. Per via dell’attacco a sorpresa, la guarnigione non riuscì a organizzare un unico fronte di resistenza, e si suddivise in diverse unità separate.

La sera del 24 giugno la difesa della fortezza fu potenziata a Kobrin e alla Cittadella. In seguito al potenziamento a Kobrin tutti i difensori erano concentrati nel Forte orientale. I difensori della fortezza dovevano respingere ogni giorno 7-8 attacchi, usando i lanciafiamme. Il 26 giugno cadde l’ultimo tratto della difesa della Cittadella vicino alla porta a tre archi, il 29 giugno – il forte orientale. Per organizzare la difesa della fortezza si decise di lasciare solo gruppi isolati e singoli uomini.

In una delle iscrizioni della fortezza si legge: «Sto morendo, ma non mollo. Addio, Patria. 20/VII-41». Secondo i testimoni, la sparatoria durò fino all’inizio di agosto.

Le perdite della Wehrmacht presso la Fortezza di Brest furono di 1121 morti e feriti, cioè il 5% delle perdite totali dell’esercito di Hitler su tutto il fronte sovietico-tedesco durante la prima settimana di guerra. Dell’Armata Rossa, 5.000-6.000 soldati furono fatti prigionieri, mentre circa 2.000 furono uccisi.

Il merito del fatto che sia stata conservata la memoria degli eroi della fortezza è in gran parte dello scrittore e storico Sergei Smirnov, sostenuto dal lavoro del poeta Konstantin Simonov.

L’8 maggio1965 alla Fortezza di Brest è stato assegnato il titolo di «fortezza eroina». Dal 1971 è un complesso memoriale. Il memoriale «Fortezza di Brest» è stato costruito dallo scultore Alexander Kibalnikov. Nella necropoli del terzo livello, unita alla composizione del monumento, ci sono i resti di 850 persone.

 

La Chiesa di San Nicola della guarnigione di Brest

 

La cattedrale si trova sul territorio del complesso memoriale «Fortezza di Brest». La costruzione del tempio fu completata nel 1879. Autore del progetto fu il professore dell’Accademia Russa delle Arti, architetto David Grimm. La struttura è stata costruita in stile bizantino. Il tempio è stato visitato dagli imperatori russi Alessandro II, Alessandro III, Nicola II.

Nel 1939, quando Brest entrò a far parte dell’Unione Sovietica, la chiesa venne utilizzata come luogo di incontro della guarnigione. Durante i combattimenti nel mese di giugno 1941, l’edificio divenne il principale punto di difesa della Fortezza di Brest. Durante la Seconda guerra mondiale, la chiesa venne gravemente danneggiata dai proiettili, ma non fu distrutta.

Nel 1994 il governo ha restituito il tempio alla diocesi di Brest dell’Esarcato bielorusso, ed è subito iniziato un restauro su vasta scala. Il 22 giugno di quest’anno nella chiesa inferiore del tempio è stato tenuto il primo servizio dal dopoguerra.

Fin dal primo giorno della sua rinascita, è stato rettore del tempio l’arciprete Igor Umets, successivamente nominato responsabile dei rapporti con le Forze Armate della diocesi di Brest. Grazie agli sforzi di padre Igor, tra cui le sue ricerche negli archivi del dipartimento militare di San Pietroburgo, la Chiesa di San Nicola ha riacquisito l’aspetto originale e la maestosa bellezza che contraddistingueva il tempio della guarnigione della fortezza prima della rivoluzione. L’arciprete Igor Umets è morto nel 2011.

Nel 1995, la Chiesa di San Nicola della guarnigione di Brest è stata visitata da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Alessio II, che ha tenuto un servizio in memoria dei soldati caduti. Nel 2001, Sua Santità il Patriarca Alessio II ha consacrato l’altare della chiesa superiore, in onore di San Nicola il Taumaturgo.

Nel 2003, il governo ucraino ha donato per il campanile della chiesa sette campane, che furono benedette dall’allora metropolita di Minsk e Slutsk Filaret (Vakhromeev). Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha presentato come dono l’icona di San Nicola, in cui successivamente è stata inserita una reliquia del santo.

Durante i lavori di restauro nella chiesa più volte sono stati trovati frammenti di resti, così venne presa la decisione di dedicare la chiesa inferiore alla memoria dei caduti in battaglia. Nel 2012, il vescovo di Brest e Kobrin Ioann ha consacrato la chiesa inferiore in onore del martire Giovanni il Guerriero.

Presso la chiesa c’è la casa parrocchiale con il campanile e il battistero. Ci sono anche la scuola domenicale, una biblioteca che viene costantemente aggiornata con rare pubblicazioni scientifiche, teologiche e storiche, una sala per congressi bene attrezzata. Operano la fraternità giovanile in onore di San Spiridione di Tremithonte e la fraternità femminile della carità in onore della beata Valentina di Minsk.

Come prima del 1917, nella chiesa viene eseguita la pastorale dell’esercito, per le unità militari della guarnigione di Brest, gli avamposti di frontiera, un battaglione di truppe interne, una struttura di polizia. I chierici della chiesa visitano le unità militari, tengono colloqui con il personale e gli ufficiali, rispondendo alle preoccupazioni dei militari. Il solenne giuramento militare nella cittadella è accompagnato dalla preghiera delle reclute.