{"id":57353,"date":"2012-01-29T19:02:04","date_gmt":"2012-01-29T15:02:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mospat.ru\/?p=57353"},"modified":"2012-02-02T23:50:43","modified_gmt":"2012-02-02T19:50:43","slug":"svyatejjshijj-patriarkh-kirill-dal-intervyu-serbskojj-gazete-vechernie-novosti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2012\/01\/29\/news57353\/","title":{"rendered":"Intervista al Patriarca Kirill"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il 29 gennaio 2012 il giornale serbo \u201cVecernje novosti\u201d ha pubblicato  un\u2019intervista a Sua Santit\u00e0 il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>&#8211; Santit\u00e0, come lei  sa, i serbi del Kosovo e della Metohija recentemente hanno fatto appello al  presidente Medvedev chiedendo la concessione della cittadinanza della  Federazione Russa, e la risposta \u00e8 gi\u00e0 nota. I serbi si sono rivolti a voi,  spinti dalla disperazione per la situazione in cui si trovano. Questa recente  iniziativa dei serbi del Kosovo di chiedere la cittadinanza russa vuole essere un  segnale forte, rivolto non solo alla Russia ma anche a tutta l\u2019Europa. <\/em><\/p>\n<p><em>Le sue parole al  nostro popolo e al paese sono sempre state un grande sostegno morale. Cosa vuole  dire a tutti i cittadini della Serbia, e soprattutto ai fedeli ortodossi, per  incoraggiarli in questo periodo difficile della storia? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; I serbi che vivono in Kosovo e Metohija sono diventati  ostaggio di un gioco geopolitico molto pi\u00f9 grande di loro. Dinanzi  all\u2019indifferenza di parecchi paesi sono costretti a vivere in enclave  circondate da elementi ostili e sicuri della propria impunit\u00e0.<\/p>\n<p>I nostri fratelli nella fede hanno il grande coraggio di non  abbandonare le loro terre e i loro luoghi santi e vivono come i prigionieri di  un campo di concentramento, ai quali viene negato persino il diritto  fondamentale alla vita. Assistiamo ad un\u2019ingiustizia clamorosa, all\u2019uso di due  pesi e due misure e alla menzogna da parte della politica, che a parole dichiara  il suo sostegno agli ideali dell&#8217;umanesimo, ai diritti umani, ma di fatto chiude  gli occhi dinanzi all&#8217;inferno perpetrato dagli estremisti con il supporto dei  loro sponsor stranieri.<\/p>\n<p>Il Signore disse a Paolo: &#8220;Ti basta la mia grazia;  la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza\u201d (2 Cor 12, 9).  Quando tutte le risorse umane e le possibilit\u00e0 sono esaurite, quando sembra non  esserci pi\u00f9 alcuna speranza, allora vediamo l&#8217;aiuto di Dio, come ha detto il  Signore all\u2019apostolo Paolo. Nella storia russa, abbiamo molti esempi, quando il  paese era sull&#8217;orlo della distruzione e della riduzione in schiavit\u00f9: il  Periodo dei Torbidi del 1612 e l&#8217;intervento dei polacchi, nel 1812 l&#8217;invasione  dell&#8217;esercito di Napoleone, nel 1941 le armate di Hitler nel territorio  dell&#8217;Unione Sovietica. Pi\u00f9 di una volta, il nemico era vicino al suo obiettivo,  ma in contrasto con lo sviluppo logico degli eventi, la Russia ha respinto  l&#8217;invasione ed \u00e8 risorta dalle rovine e dalle ceneri. Un uomo di fede sa vedere  in questi eventi la provvidenza di Dio e il Suo aiuto.<\/p>\n<p>Non ho il diritto di dare consigli politici ai serbi del  Kosovo. Tuttavia voglio dare un consiglio che \u00e8 sempre attuale: quello di  rivolgersi in preghiera a Dio, di chiedere a Lui il suo aiuto. E insieme a voi  pregheranno i vostri fratelli nella fede in Russia, e credo in tutta la Chiesa  universale. Nel Vangelo, nostro Signore Ges\u00f9 Cristo molte volte ripete le  parole: &#8220;Non abbiate paura&#8221;. Il timore del pericolo o delle minacce \u00e8  un sentimento umano naturale. Ma il Signore \u00e8 con noi sempre, e oggi dice ai serbi  in Kosovo: &#8220;Non temete!&#8221;.<\/p>\n<p>Sono profondamente grato ai serbi del Kosovo che hanno  scritto una lettera a me e al Governo della Russia, al &#8220;popolo e ai  fratelli russi &#8220;. Questa lettera contiene decine di migliaia di firme. E  non ha lasciato nessuno indifferente. I nostri cuori sono profondamente  commossi da questo messaggio, che manifesta fiducia e amore per la Russia. In  risposta, voglio dire che i fratelli della Chiesa Russa, il popolo ortodosso  russo non vi abbandoneranno mai. Nessun beneficio terreno, nessun cambiamento  della situazione politica potr\u00e0 farci dimenticare la nostra secolare parentela  spirituale.<\/p>\n<p><em>&#8211; La Russia  attraverso i suoi canali diplomatici e politici sostiene i serbi del Kosovo che  si trovano in una situazione difficile sotto tutti gli aspetti, sociali, economici,  giuridici, psicologici. Quale sostegno possono aspettarsi i serbi del Kosovo da  parte della Chiesa Ortodossa Russa? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; La Federazione Russa fornisce un notevole sostegno ai  serbi del Kosovo. Ad esempio, con l\u2019intervento delle autorit\u00e0 russe presso  l\u2019Unesco \u00e8 stato finanziato il restauro delle chiese ortodosse distrutte in  Kosovo. Questa iniziativa \u00e8 lodevole. Stiamo organizzando anche altre azioni  volte a alleviare le sofferenze dei nostri fratelli serbi che vivono in Kosovo,  in particolare &#8211; la fornitura di aiuti umanitari.<\/p>\n<p>Il Patriarcato di Mosca ha sempre sostenuto la posizione  della Chiesa serba sullo status del Kosovo. Sulla scena internazionale molto ha  fatto il mio predecessore, Sua Santit\u00e0 il Patriarca Alessio II, per proteggere  la popolazione serba della provincia. In particolare, a questo tema ha dedicato  una parte considerevole del suo discorso davanti all&#8217;Assemblea parlamentare del  Consiglio d&#8217;Europa a Strasburgo nel 2007. Ed anche io non smetto mai di proteggere  i fratelli serbi nella loro lotta per il diritto di vivere nella terra dei loro  padri.<\/p>\n<p>E&#8217; molto importante evitare la desolazione dei santi  monasteri in Kosovo. Questo sarebbe un vero e proprio disastro spirituale e  pregiudicherebbe gravemente il patrimonio ortodosso d&#8217;Europa. I monumenti di  inestimabile valore creati dal popolo serbo in Kosovo e Metohija vivranno  finch\u00e9 entro le mura delle chiese s\u2019innalzeranno preghiere e le celle saranno  piene di monaci. Abbiamo delineato misure specifiche per sostenere i monasteri  del Kosovo. A riguardo io ho approvato un programma da realizzare nel 2012.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte ho avuto l\u2019occasione di visitare il Kosovo, di  parlare con i residenti locali, vedere in prima persona la loro difficile  situazione. Quanto ho visto mi ha fatto una forte impressione. La Chiesa Ortodossa  Russa \u00e8 stata e sar\u00e0 sempre vicina ai serbi del Kosovo, la nostra gente \u00e8  entrata in empatia con loro, offre le sue ferventi preghiere perch\u00e9 la vita  nella provincia del Kosovo migliori al pi\u00f9 presto. In questa preghiera corale c&#8217;\u00e8  anche la mia voce.<\/p>\n<p><em>&#8211; Come giudica le  nuove richieste da parte di alcuni politici montenegrini sulla divisione del  Montenegro dalla Chiesa Ortodossa Serba? L\u2019ex primo ministro del Montenegro  Milo Djukanovic di recente ha dichiarato che la storia mostrer\u00e0 la validit\u00e0  della sua richiesta di dividere il Montenegro dalla Chiesa serba. <\/em><\/p>\n<p>&#8211; La storia ha dimostrato che i tentativi di alcune forze  politiche di esercitare pressioni sulla Chiesa per cambiarne l\u2019ordinamento  canonico non portano a niente di buono.<\/p>\n<p>Fortunatamente, in Montenegro ci sono molti politici di  buon senso che condividono questa visione. Nel febbraio 2009 ho incontrato il  Presidente della Repubblica del Montenegro Filipp Vujanovic. Ricordo che  durante l&#8217;incontro, il signor Vujanovic ha dichiarato che la metropolia del  Montenegro e del Mare (della Chiesa Ortodossa Serba) \u00e8 l\u2019unica istituzione  ortodossa canonica in Montenegro, e ha sottolineato l\u2019importanza del fatto che  la diocesi si \u00e8 sempre presa cura spirituale dei serbi e dei montenegrini.<\/p>\n<p>Tutte le Chiese ortodosse ritengono che il Montenegro fa  parte del territorio canonico del Patriarcato serbo, e i politici devono  rispettare questa comune fede ortodossa.<\/p>\n<p><em>&#8211; Sappiamo che i  rappresentanti della Chiesa ortodossa russa nei colloqui con i rappresentanti  del Vaticano hanno sottolineato il fatto che sarebbe bene che il Papa  dichiarasse apertamente che occorre difendere i monumenti cristiani e gli  stessi fedeli in Kosovo. Il Pontefice precedente non ascolt\u00f2 il saggio  consiglio di Mosca. Come \u00e8 cambiata la situazione con l&#8217;avvento del nuovo papa? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; Quando sono iniziate le discussioni sulla questione del  Kosovo, Papa Benedetto XVI, come \u00e8 noto, ha assunto una posizione equilibrata  su questo tema. La Santa Sede si \u00e8 astenuta finora dal riconoscimento ufficiale  di questa parte della Serbia come stato indipendente. Inoltre, alla vigilia della  proclamazione dell\u2019indipendenza del Kosovo il Papa ha esortato la comunit\u00e0  internazionale a non essere precipitosi nella definizione finale dello status  del territorio, sottolineando che in esso si trovano monasteri ortodossi che per  i serbi hanno un significato storico e spirituale speciale.<\/p>\n<p>Quattro giorni dopo la proclamazione dell\u2019indipendenza  del Kosovo nel febbraio 2008, Benedetto XVI ha ricevuto l&#8217;ambasciatore della  Serbia presso la Santa Sede. Durante l&#8217;incontro, il Papa ha sottolineato che i  serbi hanno sofferto molto nei conflitti degli ultimi decenni, e ha espresso  preoccupazione per la situazione in Kosovo. Da allora ha ripetutamente parlato  in difesa dei diritti della minoranza serba.<\/p>\n<p><em>&#8211; Come si spiega il  fatto che i cristiani occidentali, vale a dire, i cattolici, non hanno voluto difendere  le chiese ortodosse, cio\u00e8 cristiane, in Kosovo? Esse infatti sono state  bruciate e distrutte proprio nel momento in cui nel Kosovo sono arrivate le  forze occidentali di pace. <\/em><\/p>\n<p>&#8211; Purtroppo, il mondo occidentale durante l&#8217;intervento  delle forze della Nato sul territorio dell&#8217;ex Jugoslavia ha subito un massiccio  attacco di informazioni in larga misura distorte. I media occidentali hanno per  mesi esagerato volutamente informazioni tendenziose sulle  &#8220;atrocit\u00e0 del regime di Milosevic&#8221; contro gli albanesi del Kosovo,  esagerando il numero  delle vittime della &#8220;pulizia etnica&#8221; effettuata dalla polizia serba  nella provincia.<\/p>\n<p>Tuttavia, l&#8217;azione militare in Kosovo ha provocato una  reazione tutt\u2019altro che univoca nel mondo occidentale cristiano. Molti  cristiani in Occidente sono  rimasti scioccati dalle scritte sulle bombe, &#8220;Buona Pasqua&#8221;, fatte  dai militari americani.<\/p>\n<p>Un certo numero di vescovi cattolici invece ha parlato a  favore dell\u2019autonomia del Kosovo, nella vana speranza di migliorare la vita  della comunit\u00e0 cattolica della provincia.<\/p>\n<p>Altri membri delle Chiese e comunit\u00e0 cristiane  occidentali hanno ripetutamente espresso preoccupazione per gli atti di  vandalismo compiuti dai combattenti  estremisti albanesi contro i santuari antichi in Kosovo e le azioni militari  della Nato. Quindi, credo, non dobbiamo imputare a tutti i cristiani  d\u2019Occidente la colpa della guerra. Queste azioni non sono state motivate da convinzioni religiose.<\/p>\n<p><em>&#8211; Recentemente,  molti giornali hanno <\/em><em>scritto<\/em><em> sulla possibilit\u00e0 <\/em><em>di un suo <\/em><em>incontro con Papa Benedetto XVI. Siete <\/em><em>ancora <\/em><em>dell\u2019idea che prima  bisogna risolvere tutte le questioni controverse, perch\u00e9 altrimenti, questo  incontro non ha senso? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, io continuo a pensare che per il buon esito  dell\u2019incontro sia necessario,  se non proprio risolvere tutte le questioni  pendenti, almeno cominciare a risolverle.<\/p>\n<p>I media sottolineano soltanto il lato sensazionale dell\u2019incontro. Io non vorrei che questo  incontro fosse ridotto  soltanto a puro sensazionalismo. Perch\u00e9 questo incontro sia veramente utile per  l&#8217;ulteriore sviluppo delle relazioni tra la Chiesa Ortodossa Russa e la Chiesa  Cattolica Romana, \u00e8  necessario lavorare insieme per migliorare radicalmente questi rapporti attraverso la risoluzione  dei problemi esistenti tra noi.<\/p>\n<p><em>\u2013 <\/em><em>Sotto  il Papa precedente, i<\/em><em> rappresentati del Vaticano hanno spesso detto <\/em><em>di non poter far nulla  per <\/em><em>influenzare i  greco-cattolici in Ucraina, che <\/em><em>si erano impossessati del<\/em><em>le chiese ortodosse. La situazione ora \u00e8 cambiata o tutto  rimane come un tempo? <\/em><\/p>\n<p>\u2013 Nonostante  i greco-cattolici ucraini sottolineino  fortemente la loro fedelt\u00e0 al trono romano, nel contempo essi insistono sulla propria autonomia.  Quando nel 1990 \u00e8 stata istituita una commissione quadripartita per risolvere  la situazione in Ucraina occidentale, composta dal Vaticano, dal Patriarcato di  Mosca, dalla Chiesa Ortodossa Ucraina e da  quella greco-cattolica, i greco-cattolici di fatto hanno boicottato i lavori. Noi di recente abbiamo proposto  di far rivivere la commissione, ma la parte cattolica ha reagito alla nostra  proposta in maniera piuttosto  fredda.<\/p>\n<p>Nei nostri contatti  regolari con la leadership della Chiesa Cattolica Romana, abbiamo costantemente  sollevato la questione della situazione delle chiese ortodosse in Ucraina occidentale. Sia il Papa, che i capi dei vari dicasteri vaticani, hanno espresso  comprensione per le nostre preoccupazioni, ma il problema rimane ancora  irrisolto.<\/p>\n<p><em>&#8211; A<\/em><em> Graz, <\/em><em>i<\/em><em>n Austria<\/em><em>,<\/em><em> nel 1997 era previsto un incontro del Patriarca russo con il Papa.  Dieci giorni prima <\/em><em>della data prevista, dal testo del  documento che doveva essere firmato i cattolici cancellarono una parte  riguardante i <\/em><em>pericoli del proselitismo e <\/em><em>i<\/em><em>l conflitto tra ortodossi e uniati in Ucraina. <\/em><em>Negli<\/em><em> anni <\/em><em>&#8217;90 <\/em><em>in <\/em><em>pi\u00f9 di<\/em><em> 200  citt\u00e0 russe sono state aperte chiese cattoliche. Ora le posizioni di Mosca e del  Vaticano <\/em><em>riguardo al<\/em><em> proselitismo sono<\/em><em> pi\u00f9 vicine<\/em><em>, o tutto \u00e8 rimasto <\/em><em>uguale<\/em><em>? <\/em><\/p>\n<p>&#8211; Va sottolineato che la situazione delle relazioni  cattolico-ortodosse in Russia nel corso degli ultimi 10 anni \u00e8 migliorata  notevolmente. Il problema del proselitismo non \u00e8 cos\u00ec grave come lo era negli  anni &#8217;90, quando i missionari cattolici venivano in  Russia per fare opera di persuasione. Ha svolto un ruolo positivo il gruppo  misto creato nel 2004 per affrontare i problemi nei rapporti tra Chiesa  Ortodossa Russa e chiese cattoliche in Russia. E&#8217; stata una buona piattaforma  per una discussione aperta e onesta tra le due Chiese su temi particolarmente  delicati, e per la  formulazione di raccomandazioni congiunte per porre rimedio ai problemi.<\/p>\n<p>Occorre  sviluppare la collaborazione fra ortodossi e cattolici, che serbano la tradizione cristiana  e hanno visioni molto simili dell&#8217;etica personale e sociale, del progresso  tecnico e scientifico, della bioetica e delle altre sfide del nostro  tempo. Sempre pi\u00f9 urgente diventa il problema della cristianofobia, della  persecuzione dei cristiani per la loro fede. Ritengo che una stretta interazione  ortodosso-cattolica nel campo della difesa dei diritti dei cristiani sia  importante, opportuna e ricca di prospettive.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 gennaio 2012 il giornale serbo \u201cVecernje novosti\u201d ha pubblicato un\u2019intervista a Sua Santit\u00e0 il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":22175,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16,10,1,11,83],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57353"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}