{"id":50634,"date":"2011-10-30T17:58:14","date_gmt":"2011-10-30T13:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mospat.ru\/?p=50634"},"modified":"2011-10-31T13:11:37","modified_gmt":"2011-10-31T09:11:37","slug":"byt-v-mire-no-ne-ot-mira-doklad-mitropolita-ilariona-v-universitete-goroda-lugano-shvejjcariya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2011\/10\/30\/news50634\/","title":{"rendered":"Metropolita Hilarion di Volokolamsk \u201cEssere nel mondo, ma non essere del mondo\u201d. Lezione all\u2019Universit\u00e0 di Lugano. 28 ottobre 2011"},"content":{"rendered":"<p>Innanzitutto vorrei ringraziare di cuore il vescovo di Lugano Sua Eccellenza Pier Giacomo Grampa, Gran cancelliere della Facolt\u00e0 di teologia, il Rettore Monsignor Azzolino Chiappini e il corpo insegnante della Facolt\u00e0 per l\u2019onore che mi hanno fatto conferendomi il grado di dottore di teologia. Ritengo che quest\u2019onore non vada tanto a me e alle mie modeste opere, ma piuttosto all\u2019autorit\u00e0 spirituale della Chiesa Ortodossa Russa, di cui cerco di essere figlio fedele.<\/p>\n<p>1. La missione cristiana<\/p>\n<p>La Chiesa di Cristo \u00e8 inviata nel mondo a recare il lieto annunzio del Regno di Dio. Questo ministero di annuncio \u00e8 caratteristica irrinunciabile della Chiesa, in quanto si basa sulla consegna di Cristo Risorto ai discepoli: \u201cAndate\u2026 e ammaestrate tutte le nazioni\u201d (Mt 28, 19). La Chiesa pu\u00f2 far sue le parole di san Paolo: \u201cNon \u00e8 \u2026 per me un vanto predicare il vangelo; \u00e8 un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo!\u201d (1Cor 9, 16). Ma se il dovere di predicare, dato alla Chiesa dallo stesso Cristo, non pu\u00f2 essere messo in dubbio, la questione circa i modi concreti di mettere in pratica questo dovere si ripropone ogni volta ad ogni nuova generazione di cristiani. Qual \u00e8 il posto del cristianesimo nel mondo? Come guarda la Chiesa al mondo esterno? Come pu\u00f2 essa cooperare col mondo per compiere in esso la propria missione?<\/p>\n<p>Occorre qui sottolineare che il rapporto della Chiesa col mondo \u00e8 un rapporto dialettico. Da una parte, la Scrittura esprime chiaramente il rifiuto del mondo: \u201cNon amate n\u00e9 il mondo, n\u00e9 le cose del mondo! \u2026 perch\u00e9 tutto quello che \u00e8 nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo\u201d (1Gv 2, 15-16). Il concetto di \u201cmondo\u201d, in san Paolo e san Giovanni evangelista, ha in genere un\u2019accezione negativa, come anche nelle opere di molti degli asceti cristiani delle origini.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, un\u2019autentica e radicale fuga dal mondo non solo priverebbe la Chiesa della possibilit\u00e0 di compiere pienamente il proprio dovere missionario, ma potrebbe generare fratture all\u2019interno della Chiesa stessa. Nella stessa prima lettera di san Giovanni apostolo che abbiamo appena citato, troviamo la testimonianza dell\u2019amore sacrificale di Dio per il mondo, sua creatura [\u201cIn questo si \u00e8 manifestato l&#8217;amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perch\u00e9 noi avessimo la vita per lui\u201d], e il comandamento dell\u2019amore per il prossimo [\u201cSe uno dicesse: \u00abIo amo Dio\u00bb, e odiasse il suo fratello, \u00e8 un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede\u201d] (1Gv 4; 9, 20). Nelle opere di Isacco di Ninive troviamo l\u2019esortazione ad avere compassione di tutto il creato, compresi anche i demoni.<\/p>\n<p>Un giusto approccio cristiano alle parole di san Giovanni apostolo \u201ctutto il mondo giace sotto il potere del maligno\u201d (1Gv 5, 19), \u00e8 quello che propone il celebre pensatore russo Vladimir Solov\u2019ev, quando dice che occorre distinguere tra il \u201cmondo\u201d e il \u201cmaligno\u201d sotto il cui potere esso giace. S\u00ec, il mondo \u00e8 sottomesso alla forza del male, ma in s\u00e9 il mondo non si identifica col maligno (cfr. \u201cI fondamenti della vita spirituale\u201d). E la missione del cristiani consiste giustamente nel liberare il mondo dalla sua sottomissione al male.<\/p>\n<p>Ai cristiani \u00e8 dunque richiesta una posizione di equilibrio, lucida e realistica. La Chiesa non pu\u00f2 identificarsi col mondo poich\u00e9, come dice la lettera agli Ebrei, noi cristiani \u201cnon abbiamo quaggi\u00f9 una citt\u00e0 stabile, ma cerchiamo quella futura\u201d (Eb 13, 14). Nello stesso tempo, la Chiesa non pu\u00f2 distanziarsi troppo dal mondo, essendo stata mandata nel mondo per annunziare ad esso la Parola di salvezza. Essere nel mondo, ma non essere del mondo: tale \u00e8 la vocazione della Chiesa. Fedele alla sua origine divina e alla sua tradizione di duemila anni, la Chiesa \u00e8 nello stesso tempo chiamata a essere sempre \u201ccon-temporanea\u201d cio\u00e8 a condividere la cultura di un dato popolo e una data epoca. Di pi\u00f9, la Chiesa \u00e8 chiamata a essere apripista, a precorrere la propria epoca e portare dietro a s\u00e9 i propri contemporanei. Tale \u00e8 la sua vocazione profetica, e nel compierla, nell\u2019annunciare le Parole di Cristo che \u201cnon passeranno\u201d (Mt 24, 35), la Chiesa deve tener conto delle condizioni in cui si trova il mondo contemporaneo, deve dialogare con esso condividendone il linguaggio, affinch\u00e9 esso possa accettare l\u2019annuncio. Noi cristiani non possiamo idealizzare il passato, i secoli in cui la Chiesa aveva in Europa un\u2019autorit\u00e0 indiscussa, e giudicare e condannare il presente, in cui la situazione culturale, sociale e politica sono diverse. La nostra fede ci chiama ad agire proprio nelle condizioni in cui ci troviamo, lasciandoci guidare dal dono di \u201cdistinguere gli spiriti\u201d, che ci permette di dare la giusta valutazione di tutti i fenomeni che ci si presentano nel mondo.<\/p>\n<p>2. L\u2019epoca postmoderna<\/p>\n<p>Una delle caratteristiche del mondo moderno \u00e8 la globalizzazione dovuta, prima di tutto, al grande sviluppo dei mezzi di comunicazione. Grazie ad essi, gli angoli pi\u00f9 lontani del mondo si sono come riavvicinati; chiunque pu\u00f2 avere accesso immediato a un gran numero di informazioni. A un primo sguardo potrebbe sembrare che l\u2019umanit\u00e0 diventi sempre pi\u00f9 un\u2019unica famiglia che vive nello stesso \u201cvillaggio globale\u201d. Tuttavia, il processo della globalizzazione paradossalmente \u00e8 accompagnato da una sempre pi\u00f9 evidente riacutizzazione dei problemi esistenti tra diverse regioni del mondo, che non di rado portano a conflitti internazionali e allo scontro di civilt\u00e0. Diventa pi\u00f9 evidente il divario tra il ricco Nord del mondo e il Sud arretrato, anche se questa contrapposizione \u00e8 naturalmente molto schematica. Questa differenza ha non soltanto una valenza meramente socio-economica, ma riguarda anche i modelli di civilt\u00e0. Se ad esempio sosteniamo che il Nord del mondo, cio\u00e8 l\u2019Europa e l\u2019America settentrionale, dal punto di vista culturale stanno attraversando l\u2019epoca del postmodernismo, ci\u00f2 non pu\u00f2 essere in alcun modo detto per i paesi africani o asiatici che vivono secondo modelli culturali del tutto diversi.<\/p>\n<p>L\u2019epoca del postmodernismo, che convenzionalmente si fa risalire alla catastrofe umanitaria delle due guerre mondiali, ha testimoniato la realizzazione della previsione di Friedrich Nietzsche circa la \u201cmorte di Dio\u201d: il processo di secolarizzazione, sviluppatosi in seguito lungo tutto il secolo, ha fatto s\u00ec che nella coscienza quotidiana della maggior parte degli europei Dio ha smesso di essere il principio fondamentale della loro vita. Il filosofo e teologo americano moderno T. Altizer ha cos\u00ec definito la nostra epoca, dal punto di vista religioso: \u201cSono ormai passati quei tempi della nostra storia in cui si poteva avere una chiara coscienza di Dio o una certezza morale dei piani provvidenziali di Dio. Il nome di Dio non \u00e8 pi\u00f9 evocato al centro della vita e della coscienza, ma viene pronunciato perifericamente, in quelle situazioni di frontiera in cui diventano impotenti sia la coscienza che l\u2019esperienza. Dio per noi \u00e8 diventato gradualmente e definitivamente un nome del mistero assoluto e totale, mistero alla cui presenza non possiamo n\u00e9 agire, n\u00e9 parlare\u201d<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia, assieme alla \u201cmorte di Dio\u201d nella coscienza di massa, assistiamo anche alla fine dell\u2019antropocentrismo.\u00a0 Se nelle ideologie dell\u2019epoca moderna il posto di Dio al centro del mondo \u00e8 stato occupato dall\u2019uomo con la sua fede ottimistica nella scienza e nel progresso, l\u2019esperienza tragica del XX secolo, con l\u2019enorme numero di vittime umane, ha posto fine a tale fede ottimistica. Come scrive Dietrich Bonhoeffer, \u201cL\u2019ideale assoluto della liberazione conduce l\u2019uomo all\u2019autodistruzione. Alla fine della via per la quale ci si \u00e8 incamminati con la rivoluzione francese si trova il nichilismo\u00bb<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Con le ideologie totalitarie, l\u2019ultima delle quali \u00e8 stato il comunismo, l\u2019uomo moderno rinnega ogni tentativo di spiegare il mondo, rinnega la possibilit\u00e0 stessa della verit\u00e0. Cos\u00ec l\u2019uomo dell\u2019era postmoderna \u00e8 un uomo deluso. Egli ha rifiutato ogni grande idea per la quale valga la pena di dare la propria vita. E la vita cos\u00ec non ha pi\u00f9 un senso globale. Al centro dell\u2019universo dell\u2019uomo moderno non si trovano che la libert\u00e0 individuale e gli interessi individuali e la sua meta finale \u00e8 il consumo. Il principio del piacere, da cui si fa guidare l\u2019uomo dell\u2019epoca postmoderna, ha preso il posto degli imperativi religiosi e morali.<\/p>\n<p>Il nichilismo moderno, in quanto negazione di Dio che limiterebbe la libert\u00e0 dell\u2019uomo, e nello stesso tempo negazione dell\u2019uomo che ha rinnegato Dio in nome del progresso, non offre nessuna alternativa e non costituisce altro che un vuoto. Questo vuoto pu\u00f2 e deve essere riempito di un contenuto positivo che si addica alla nuova epoca. Il nostro tempo, secondo quanto afferma un sociologo contemporaneo: \u201clascia aperta anche l\u2019ipotesi di un ricupero su vasta scala dei valori religiosi&#8230; Il vuoto di Dio pu\u00f2 trasformarsi in vuoto per Dio\u201d <a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>3. L\u2019alternativa cristiana<\/p>\n<p>Come mostra l\u2019esperienza della Russia e degli altri paesi dell\u2019Europa orientale, a lungo sottomessi a un\u2019ideologia totalitaria, il cristianesimo pu\u00f2 proporre un\u2019autentica alternativa all\u2019uomo contemporaneo, deluso dai vari sistemi ideologici, e aiutarlo a scoprire un nuovo, autentico senso della vita. Alcune persone, deluse dagli ideali sovietici, hanno voluto seguire gli standard di vita della societ\u00e0 dei consumi, ma molti altri sono invece arrivati alla Chiesa, perch\u00e9 hanno trovato nel Vangelo quell\u2019ideale autentico che pu\u00f2 riempire il vuoto lasciato dai falsi ideali. Questa esperienza concreta, fatta dalla Chiesa Ortodossa Russa, mostra chiaramente che il cristianesimo \u00e8 in grado di rispondere alle domande pi\u00f9 sostanziali dell\u2019essere umano, senza per questo rinnegare le conquiste dei tempi moderni, come la libert\u00e0 individuale e i diritti dell\u2019uomo, ma riportandole alle loro radici cristiane e dando loro pi\u00f9 alta dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Al contrario, sarebbe assolutamente erroneo adattare le verit\u00e0 cristiane alle mode e ai costumi mutevoli dell\u2019epoca moderna, sotto il falso pretesto che tale adattamento faciliterebbe la missione cristiana. Purtroppo non possiamo non constatare che questa \u00e8 la via intrapresa da alcune denominazioni cristiane. Innestando nella vita delle loro comunit\u00e0 fenomeni tipici del postmodernismo e di natura prettamente secolare, tali denominazioni sono diventate loro stesse prodotto della cultura relativista postmoderna, e non sono pi\u00f9 in grado di offrire all\u2019uomo moderno una vera alternativa spirituale.<\/p>\n<p>Vorrei ora brevemente mettere in risalto due caratteristiche peculiari della fede cristiana di cui, a mio avviso, ha particolare bisogno l\u2019uomo della cultura postmoderna. I nostri contemporanei non acccettano pi\u00f9 le ideologie astratte. Ma il cristianesimo non \u00e8 una dottrina teorica, avulsa dalla realt\u00e0; la fede cristiana \u00e8 qualcosa di assolutamente concreto, dato che \u00e8 centrata su una Persona: l\u2019Uomo-Dio Ges\u00f9 Cristo. La sua divinit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 sono in perfetta armonia, senza alcuna diminuzione per la natura umana. Il mistero dell\u2019incarnazione di Dio ci viene presentato con la sua paradossale profondit\u00e0 e radicalit\u00e0 dai padri della Chiesa: \u201ctutto il mistero della salvezza &#8211;\u00a0 insegna san Cirillo di Alessandria \u2013 \u00e8 compreso nello svuotamento e nell\u2019annientamento del Figlio di Dio\u201d. E\u2019 proprio nella kenosi di Dio che la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 umana, cos\u00ec care all\u2019uomo di oggi, acquistano il pi\u00f9 alto significato. In Cristo la volont\u00e0 divina non \u00e8 pi\u00f9 una legge esterna per l\u2019uomo, che diventa cos\u00ec un libero cooperatore di Dio nell\u2019opera della trasfigurazione del creato. In tal modo, nella cristologia, la dottrina dell\u2019uomo, della sua dignit\u00e0 e dei suoi diritti trova il suo massimo sviluppo. Il compito della missione cristiana oggi nei paesi europei e in America consiste giustamente nel rendere comprensibile a tutti questa dottrina.<\/p>\n<p>La forza del cristianesimo sta nel fatto che esso non si limita a postulare questo principio della libert\u00e0 umana in Cristo come una mera teoria, ma ne fa l\u2019esperienza concreta nella liturgia. Nella vita liturgica della comunit\u00e0 l\u2019uomo trova l\u2019alternativa all\u2019individualismo che caratterizza la vita delle nostre citt\u00e0. Nel sacramento dell\u2019Eucarestia ogni volta l\u2019uomo vive l\u2019esperienza dell\u2019unione con Cristo Risorto, fonte della nuova vita. In questa unit\u00e0 non immaginaria, ma reale, l\u2019uomo acquista la capacit\u00e0 non soltanto di vivere la propria vita secondo i principi cristiani, ma di esserne portatore, di testimoniare attivamente Cristo al mondo attorno a lui. Nel nostro secolo ipertecnologico dei mezzi visivi di informazione, l\u2019esempio visibile della vita la molta pi\u00f9 forza persuasiva delle parole per i nostri contemporanei.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia dell\u2019esempio dipende da tutti i cristiani, chiamati oggi a unire gli sforzi, affinch\u00e9 gli abitanti del continente europeo e di quello americano possano riscoprire la verit\u00e0 eterna della fede cristiana.<\/p>\n<p>4. Dialogo intercristiano<\/p>\n<p>Alla luce delle sfide dell\u2019annuncio cristiano nel mondo moderno, la mancanza di unit\u00e0 tra i cristiani costituisce uno scandalo per tutto il mondo e per le nostre stesse Chiese. Dobbiamo tuttavia notare il fenomeno positivo dello sviluppo del dialogo intercristiano a diversi livelli e in diversi campi. Vorrei qui innanzitutto sottolineare le prospettive del dialogo ortodosso-cattolico. Esso ha ricevuto un nuovo impulso con l\u2019elezione al soglio pontificio di Benedetto sedicesimo, teologo acuto e profondo che conosce bene la tradizione ortodossa ed \u00e8 aperto al dialogo con le Chiese ortodosse. Il Papa ha fatto molto e continua a fare molto per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani.<\/p>\n<p>I nostri rapporti con la Chiesa Cattolica Romana si sviluppano contemporaneamente in diverse direzioni. Prima di tutto si tratta del dialogo teologico, iniziato gi\u00e0 da alcuni decenni, nel quadro del quale analizziamo insieme le questioni che ci dividono, tra cui l\u2019uniatismo e il primato del vescovo di Roma. Speriamo che questa discussione possa aiutare entrambe le parti a capire che il cammino per la piena ricostituzione dell\u2019unit\u00e0 passa attraverso il ritorno alla fede della Chiesa del primo millennio. Anche allora esistevano differenze di ordine teologico o ecclesiologico, diversi riti, ma nonostante ci\u00f2 i cristiani riuscivano a salvaguardare l\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci piacerebbe non limitarci alle discussioni teologiche, ma poter collaborare anche in quei campi che toccano pi\u00f9 direttamente la vita dei nostri fedeli. Per tanti, infatti, il dialogo teologico non significa altro che dispute accademiche. Ma se ci limitiamo a discutere all\u2019infinito gli argomenti teologici che ci dividono e che abbiamo ereditato dal passato, non arriveremo mai alla piena comprensione. Esistono ampie possibilit\u00e0 di collaborazione in quelle sfere in cui siamo gi\u00e0 uniti. Se consideriamo gli ortodossi e i cattolici non possiamo non notare che abbiamo pressoch\u00e9 la stessa dottrina sociale e la nostra etica \u00e8 sostanzialmente identica. Possiamo quindi gi\u00e0 dire e fare molte cose insieme, senza dover aspettare il momento in cui le divisioni tra noi saranno definitivamente superate. Possiamo, per esempio, proporre insieme al mondo secolarizzato la nostra visione della morale, della famiglia cristiana, testimoniare insieme il valore inestimabile della vita umana e la nostra convinzione che a nessuno sia consentito porle fine, dal momento del concepimento nel ventre della madre e fino all\u2019ultimo respiro.<\/p>\n<p>Oggi per la Chiesa Ortodossa diventa sempre pi\u00f9 difficile portare avanti la collaborazione con diverse denominazioni protestanti. Devo dire con grande tristezza che il dialogo col mondo della Riforma che abbiamo portato avanti per diversi decenni, oggi \u00e8 messo a repentaglio dai cambiamenti in corso in varie comunit\u00e0 protestanti, specialmente in Europa e in America. Mi riferisco alla crescente liberalizzazione nei campi della teologia, dell\u2019ecclesiologia e soprattutto della morale.<\/p>\n<p>Siamo tutti ormai stanchi delle belle parole e delle dichiarazioni altisonanti. Occorre parlare apertamente tra di noi dei problemi che ci preoccupano. Non dobbiamo dimenticare il nostro grande dovere, l\u2019improrogabilit\u00e0 dell\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Perch\u00e9 questo dovere \u00e8 cos\u00ec impellente? Perch\u00e9 finch\u00e9 siamo divisi, ogni giorno perdiamo quelle immense possibilit\u00e0 che potremmo avere se fossimo uniti. Oggi migliaia di giovani perdono la vita perch\u00e9 non hanno capito perch\u00e9 vivono, e noi non glielo abbiamo suggerito. Muoiono per la droga, l\u2019alcol, l\u2019AIDS. Insieme, potremmo fare molto di pi\u00f9 per la nostra gente. Dobbiamo preoccuparci di pi\u00f9 delle reali necessit\u00e0 della gente. Tra i problemi connessi all\u2019aggressiva secolarizzazione nei paesi europei e in America, sempre pi\u00f9 urgente \u00e8 quello della persecuzione dei cristiani in diverse regioni del mondo.<\/p>\n<p>5. La persecuzione dei cristiani e la cristianofobia<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi si impone il fenomeno preoccupante della continua crescita delle persecuzioni per motivi religiosi, in primo luogo rivolte ai cristiani. Questo fenomeno della nostra epoca ha ormai il carattere di una sfida lanciata non solo alla cristianit\u00e0 ma a tutto il mondo civile. I cristiani sono quotidianamente oppressi in Egitto, Irak, India, Pakistan, Indonesia e diversi altri paesi in Asia e in Africa. Oltre all\u2019esodo di massa dei cristiani da questi paesi, continuamente riportato dai giornali, questa situazione provoca anche un altro problema, di cui quasi non si parla: la degradazione della societ\u00e0 che ritorna alla barbarie, all\u2019odio e all\u2019autodistruzione.<\/p>\n<p>Il Consiglio d\u2019Europa in gennaio ha adottato una risoluzione sulla cristianofobia, e il suo esempio \u00e8 stato seguito da diversi stati europei; ma che influenza hanno avuto queste dichiarazioni sulla situazione dei cristiani in quei paesi? Nonostante la crescita senza precedenti degli episodi di violenza contro i cristiani in Egitto all\u2019inizio di ottobre, nessun paese dell\u2019Europa occidentale ha fatto alcuna seria pressione sull\u2019autorit\u00e0 militare provvisoria egiziana, nessuno ha intrapreso sanzioni economiche serie. Le scene che hanno scioccato il mondo intero, in cui i militari hanno represso coi mezzi blindati una manifestazione pacifica dei copti al Cairo, sparando su persone disarmate, non entrano nel campo visivo dei politici. Non ha avuto un\u2019adeguata valutazione, a livello internazionale,\u00a0 neanche il discorso del ministro egiziano della sicurezza nazionale, che ha pubblicamente negato il fatto dell\u2019uso delle armi contro i manifestanti copti, n\u00e9 le informazioni diffuse dal governo che falsificavano il numero delle vittime e la gravit\u00e0 delle ferite. Le nostre Chiese hanno pieno diritto di esigere spiegazioni dai governi dei loro paesi: perch\u00e9 gli interessi economici in gioco in questi paesi sono pi\u00f9 importanti della vita di migliaia di innocenti, uccisi solo a motivo della propria fede in Cristo?<\/p>\n<p>La cristianit\u00e0 intera oggi, nonostante le nostre divisioni, deve essere unita per la difesa dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che soffrono in diverse regioni del mondo. Se questo non avverr\u00e0, perderemo ancora in credibilit\u00e0 agli occhi del mondo. Al contrario, difendendo i nostri compagni di fede, testimonieremo le nostre posizioni comuni e ci ritroveremo pi\u00f9 vicini tra noi, pi\u00f9 uniti.<\/p>\n<p>A questo \u00e8 collegato anche un altro fenomeno dei nostri giorni, che ormai viene definito cristianofobia. Il secolarismo occidentale, nonostante le sue dichiarazioni di pluralismo e tolleranza, si rivela in realt\u00e0 intollerante nei confronti del cristianesimo. Alimentato da notevoli risorse economiche, il secolarismo militante fa di tutto per discreditare la Chiesa, per cancellare il nome di Cristo dalla memoria stessa dai popoli, per ridurre a niente i principi della moralit\u00e0 e i fondamenti della cultura formati dal cristianesimo.<\/p>\n<p>Il secolarismo militante mira a tutte le Chiese, senza preoccuparsi delle loro differenze teologiche o liturgiche, poich\u00e9 esso si prende gioco della coscienza religiosa in quanto tale, deride la moralit\u00e0 e propaganda un\u2019etica basata sulla relativit\u00e0 e l\u2019indifferenza. E\u2019 per questo che noi cristiani, oggi come non mai, dobbiamo essere solidali e uniti, dobbiamo agire insieme e sostenerci a vicenda.<\/p>\n<p>6. Prospettive e sfide<\/p>\n<p>Come possono i cristiani oggi opporsi a tali fenomeni e al prevalere del secolarismo? La Sacra Scrittura ci parla della \u201capostasia\u2026 che dovr\u00e0 avvenire\u201d (cfr. 2 Tes 2, 3), ma ci dice anche che \u201cprima \u00e8 necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti\u201d (Mc 13, 10). Viviamo senza dubbio in un\u2019epoca di apostasia, in cui la gente sta perdendo la fede e l\u2019amore, perch\u00e9 il loro cuore \u00e8 pi\u00f9 attaccato ai beni di quaggi\u00f9: all\u2019abbondanza, la comodit\u00e0, i piaceri di ogni genere. Che cosa possiamo fare in tale situazione?<\/p>\n<p>La Chiesa non appartiene a questo mondo e la sua missione di annuncio del Vangelo non pu\u00f2 essere valutata secondo i criteri del mondo, cio\u00e8 in termini di successo o insuccesso. Se il numero dei cristiani in Europa occidentale \u00e8 in diminuzione, esso \u00e8 invece in crescita in Africa, Asia, America latina, in diversi paesi dell\u2019Europa dell\u2019est. Dobbiamo sforzarci di capire che cosa del cristianesimo attira le persone in queste regioni e confrontarlo con le motivazioni di quegli europei che oggi si allontanano dalla fede. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che la civilt\u00e0 occidentale nel suo sviluppo storico-culturale si trova in un vicolo cieco proprio per via del suo allontanamento dai valori cristiani, per la sua apostasia. Non siamo pi\u00f9 capaci di gioire per le piccole cose e ci sentiamo infelici per il fatto che il vettore dei nostri interessi \u00e8 rivolto esclusivamente verso i beni materiali che, per la loro transitoriet\u00e0 non possono dare all\u2019uomo n\u00e9 felicit\u00e0, n\u00e9 gioia, n\u00e9 piacere.<\/p>\n<p>Per noi europei pu\u00f2 essere di lezione l\u2019esempio dei cristiani dell\u2019Egitto o dell\u2019Irak, pronti a versare il sangue per la propria fede e continuamente sottoposti a oppressione. Alcuni di essi occupavano posti di prima importanza nei loro paesi, alcuni vivevano, o vivono, nell\u2019abbondanza. Tuttavia, non temono di perdere anche tutto, la loro fede e identit\u00e0 cristiana sono per loro pi\u00f9 importanti dei beni materiali e perfino della vita. Molti di noi, alla fine degli anni \u201980 del secolo scorso, non avrebbero creduto che nei paesi dell\u2019ex Unione Sovietica di l\u00ec a poco ci sarebbe stato un ritorno di massa della gente alla fede dei padri. eppure ci\u00f2 \u00e8 avvenuto. Perch\u00e9? Sono convinto che la radice di queste conversioni \u00e8 la testimonianza dei neomartiri e confessori russi, che sono rimasti fedeli a Cristo fino all\u2019ultimo.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna occidentale\u00a0 continua a percorrere il suo vicolo cieco, dal quale n\u00e9 la scienza, n\u00e9 la pi\u00f9 avanzata tecnologia, n\u00e9 il pi\u00f9 efficiente management potr\u00e0 mai farla uscire. La crisi della societ\u00e0 non \u00e8 dovuta a cause materiali: alla sua radice c\u2019\u00e8 la crisi spirituale della persona, rimasta senza Dio con i propri problemi e la proprie domande irrisolte. E la crisi della persona sta nell\u2019aver ridotto l\u2019immagine di Dio alla mera individualit\u00e0 che ha privato l\u2019uomo del proprio volto e ne ha fatto un\u2019unit\u00e0 astratta della societ\u00e0 con un bagaglio di esigenze. La parola cristiana potrebbe far breccia, come un raggio di luce, tra gli spessi strati delle concrezioni intellettuali delle ultime epoche, facendosi annuncio dell\u2019uomo-persona, dell\u2019irripetibilit\u00e0 di ognuno; riportando l\u2019uomo a quella dignit\u00e0 a cui lo ha elevato il grande mistero dell\u2019incarnazione del Verbo di Dio.<\/p>\n<p>Oggi ai cristiani si pone un compito urgente e apparentemente irrealizzabile: far uscire dalla crisi la civilt\u00e0 moderna, cosiddetta \u201cpostcristiana\u201d. La storia ci insegna che tutte le civilt\u00e0 si sono formate organicamente, col contributo creativo e la collaborazione di personalit\u00e0 concrete. Ogni civilt\u00e0 \u00e8 stata determinata in modo diretto dalla sua religione: l\u2019anelito mistico di un determinato popolo che ha influenzato tutte le sfere della vita sociale. La storia universale non conosce civilt\u00e0 non religiose. L\u2019impulso morale pu\u00f2 avere un\u2019incarnazione concreta solo nella sfera religiosa, poich\u00e9 in essa trova la propria fonte.<\/p>\n<p>Le Chiese cristiane, prima di tutto la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica, ma anche le antiche Chiese Orientali, devono oggi unirsi e agire di comune intento. E\u2019 urgente costituire una comunit\u00e0 delle Chiese di tradizione apostolica dove poter insieme discutere dei problemi e delle sfide del mondo moderno. Occorre inoltre costituire delle strutture informative comuni non formali, che forniscano informazioni obiettive e sicure sui fatti che hanno importanza per la Chiesa e per il mondo. Oggi le forme tradizionali di collaborazione tra le Chiese non sono pi\u00f9 sufficienti; abbiamo vitale bisogno di maggior compattezza, dobbiamo serrare le fila, e dobbiamo cominciare dalla cosa pi\u00f9 urgente: dall\u2019impegno comune per la difesa dei cristiani in tutte le regioni del mondo.<\/p>\n<hr size=\"1\" \/><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> T. J. J. Altizer, <em>The Descent into Hell. A Study of the Radical Reversal of the Christian Consciousness<\/em>, The Seabury Press, N.-Y. 1979, \u0440. 98.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> D. Bonhoeffer, <em>Etica<\/em>, Milano 1969, p. 86.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> G. Morra, <em>Il quarto uomo. Postmodernit\u00e0 o crisi della modernit\u00e0?<\/em> Roma 1996, p. 127.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa di Cristo \u00e8 inviata nel mondo a recare il lieto annunzio del Regno di Dio.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[95,1,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50634"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50634"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50634\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}