{"id":21784,"date":"2010-07-14T13:37:47","date_gmt":"2010-07-14T09:37:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mospat.ru\/?p=21784"},"modified":"2010-07-15T16:19:49","modified_gmt":"2010-07-15T12:19:49","slug":"mitropolit-volokolamskijj-ilarion-pravoslavnyjj-obryad-%e2%80%93-ehto-sostavnaya-chast-vsego-mirooshhushheniya-pravoslavnogo-cheloveka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2010\/07\/14\/news21784\/","title":{"rendered":"\u201cPer gli ortodossi il rito \u00e8 parte essenziale della visione del mondo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 luglio 2010, durante la trasmissione televisiva \u201cLa Chiesa e il tempo\u201d, il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, su richiesta di numerosi telespettatori ha risposto a domande riguardanti il rito nella vita della Chiesa russa.<\/p>\n<p>Prima di tutto, il metropolita ha indicato la differenza essenziale tra il modo di capire e vivere la liturgia nella tradizione ortodossa e quello di una parte del mondo protestante: \u201cIl rito \u00e8 una parte essenziale dell\u2019intera visione del mondo di un fedele ortodosso e della Chiesa ortodossa. Alcune chiese protestanti in Occidente sono del tutto prive di ogni simbologia cristiana, non hanno n\u00e9 icone, n\u00e9 croci. E anche la funzione liturgica \u00e8 quasi totalmente priva dell\u2019aspetto rituale: il popolo canta inni e salmi, il pastore fa il sermone, qualcuno suona l\u2019organo e con questo tutto si conclude. Nella Chiesa ortodossa c\u2019\u00e8 una visione completamente diversa della liturgia: per noi essa significa innanzitutto entrare in comunione col mondo di lass\u00f9. Crediamo infatti che la funzione che noi celebriamo qui sulla terra non \u00e8 che una parte di quel sacro Mistero divino che \u00e8 celebrato di continuo in cielo e al quale anche noi possiamo partecipare. Durante la liturgia, quando il sacerdote entra nel santuario, cio\u00e8 nella parte pi\u00f9 sacra del tempio, al di l\u00e0 dell\u2019iconostasi, rivolge una preghiera a Dio: \u201cFa\u2019 che col nostro ingresso avvenga l\u2019ingresso dei santi angeli\u201d; dunque gli angeli entrano nel santuario insieme al sacerdote. Tutta la nostra funzione liturgica, come un\u2019icona, ha un profondo carattere simbolico. Di qui nascono i vari riti, ci\u00f2 che si pu\u00f2 definire la \u201ccoreografia della celebrazione\u201d, per esempio gli inchini fatti dai sacerdoti o dai diaconi, l\u2019incensazione, e cos\u00ec via. La liturgia \u00e8 come una sintesi di tutte le arti, di cui fanno parte anche gli affreschi della chiesa, le icone, i canti\u201d.<\/p>\n<p>Alla domanda fino a che punto il rito pu\u00f2 essere avvicinato alla vita reale, affinch\u00e9 risulti pi\u00f9 comprensibile ai nostri contemporanei, il metropolita ha risposto: \u201cIl lato liturgico della vita della Chiesa si \u00e8 sempre sviluppato e continua a evolvere ancora oggi. Le funzioni che celebriamo oggi non sono esattamente identiche a come erano celebrate a Bisanzio nel VI o nel XII secolo. Molte cose sono rimaste immutate, i testi delle preghiere, soprattutto nella Liturgia eucaristica (anche se oggi i fedeli laici non sentono pi\u00f9 alcuni testi, che sono pronunciati dal sacerdote nel santuario sottovoce). Ma molte cose, invece, sono cambiate; il rito ha una vita sua, e nel suo interno avviene continuamente un certo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa vita liturgica della Chiesa \u00e8 come la vita dell\u2019uomo: tutto in essa deve avvenire naturalmente. Alcuni riti col tempo possono scomparire, cadere in disuso, altri possono aggiungersi. E\u2019 molto importante che l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica vigili a che la creativit\u00e0 liturgica non diventi un fatto arbitrario, e che in posti diversi non nascano riti sostanzialmente diversi, cosa che invece capita gi\u00e0. Una certa variet\u00e0 di per s\u00e9 non \u00e8 un fatto negativo, purch\u00e9 i chierici e i laici non si inventino dei riti loro con la pretesa che questi diventino parte della tradizione. Alcuni fedeli pensano che certe tradizioni liturgiche, che si sono affermate negli ultimi tempi, facciano parte del canone della Chiesa, mentre non \u00e8 cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Il Presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca ha spiegato ai telespettatori dove passa la frontiera tra l\u2019amore per il culto nella fede ortodossa e il \u201cculto del culto\u201d, che diventa in fin dei conti una forma di superstizione. \u201cIl culto del culto \u00e8 quando la persona si concentra non sulla vera essenza della fede ortodossa, ma su elementi esteriori periferici della tradizione della Chiesa. E\u2019 quando la persona pensa che essere ortodosso \u00e8 fare il bagno nel fiume alla festa del Battesimo di Cristo, fare i dolcetti e dipingere le uova a Pasqua, visitare il cimitero alla festa dei defunti, e per lui l\u2019Ortodossia si riduce a compiere dei riti. E con ci\u00f2 dimentica che essere ortodosso significa vivere da cristiano, costruire la propria famiglia conformemente alla morale evangelica, vivere la vita professionale secondo i propri principi religiosi, e cos\u00ec via. La superstizione e il culto del culto cominciano quando ci\u00f2 che \u00e8 accessorio e secondario prende il primo posto, mentre ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e fondamentale resta ignorato\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 luglio 2010, durante la trasmissione televisiva \u201cLa Chiesa e il tempo\u201d, il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, su richiesta di numerosi telespettatori ha risposto a domande riguardanti il rito nella vita della Chiesa russa.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,12],"tags":[41],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21784"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21784"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21784\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}