{"id":18353,"date":"2010-05-18T21:43:21","date_gmt":"2010-05-18T17:43:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mospat.ru\/?p=18353"},"modified":"2010-05-23T01:07:26","modified_gmt":"2010-05-22T21:07:26","slug":"v-katolicheskom-universitete-milana-sostoyalas-prezentacii-knigi-svyatejjshego-patriarkha-kirilla-svoboda-i-otvetstvennost-na-italyanskom-yazyke","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2010\/05\/18\/news18353\/","title":{"rendered":"Intervento di Adriano Roccucci alla presentazione del libro del Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill <i>Libert\u00e0 e responsabilit\u00e0<\/i> presso l\u2019Universit\u00e0 cattolica di Milano 17 maggio 2010"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa Chiesa ortodossa russa potr\u00e0 ancora apportare il suo contributo unico e significativo alla civilt\u00e0 europea e a quella mondiale\u201d \u2013 con queste parole il patriarca Kirill si \u00e8 rivolto al Concilio locale della Chiesa ortodossa russa, subito dopo la sua elezione. Parole che esprimono la convinzione che il cristianesimo abbia da svolgere un ruolo fondamentale anche in questo nostro tempo. Nel cuore del secolo scorso, il Novecento, un\u2019affermazione di questo genere poteva sembrare espressione dell\u2019ingenuit\u00e0 di sognatori o di nostalgici del passato. Da Mosca erano altri i soggetti che aspiravano a esercitare un ruolo da protagonisti nella costruzione di una nuova civilt\u00e0 che doveva imporsi come modello universale.<\/p>\n<p>Eppure i costruttori del mondo nuovo e dell\u2019uomo nuovo forgiati dall\u2019ideologia marxista-leninista e dalla volont\u00e0 bolscevica di forzare i tempi della storia hanno conosciuto un fallimento eclatante. La Chiesa russa, fino a vent\u2019anni fa costretta a un\u2019esistenza rattrappita dopo i decenni di persecuzione e oppressione da parte del regime sovietico, oggi presenta il volto di una grande Chiesa, attraversata da correnti di dinamismo religioso e culturale, radicata nella societ\u00e0 russa e in gran parte dei paesi ex sovietici, ma anche proiettata in una dimensione di diffusione mondiale.<\/p>\n<p>Dalle pagine del libro che oggi presentiamo emerge il senso della fierezza di essere cristiani, che non si pu\u00f2 comprendere senza il riferimento all\u2019itinerario storico da cui provengono il patriarca e la sua Chiesa. La storia del Novecento \u00e8 stata per l\u2019ortodossia russa una storia terribile. In Russia \u00e8 avvenuto un vero e proprio massacro di cristiani, soprattutto ortodossi, ma non solo. La persecuzione antireligiosa ha condotto alla morte un milione di ortodossi, uccisi per motivi di fede in Unione Sovietica, secondo le stime pi\u00f9 attendibili. La storia della Chiesa ortodossa russa nel XX secolo \u00e8 la storia di una Chiesa di martiri.<\/p>\n<p>La vicenda dei cristiani russi nel XX secolo, infatti, \u00e8 anche storia di resistenza cristiana al potere sovietico, alla violenza della persecuzione, in altre parole al male, che si \u00e8 manifestato in Russia con particolare virulenza e intensit\u00e0. Nel periodo sovietico i cristiani, come ha osservato un intellettuale russo, fine e profondo quale Sergej Averincev, hanno manifestato uno spirito di resistenza, pacifica e insieme irriducibile.<\/p>\n<p>Quella resistenza \u00e8 stata, in primo luogo, tenere accesa, come sotto le icone, la fiammella della fede, che \u00e8 stata anche fiammella di umanit\u00e0. Cos\u00ec si era espresso l\u2019arcivescovo martire Ilarion (Troickij) ai suoi compagni di prigionia alle Isole Solovki: \u201cBisogna credere che la Chiesa resister\u00e0, senza questa fede non si pu\u00f2 vivere! Se si conserveranno anche solo delle minuscole fiammelle, che brillano appena, da queste un giorno tutto ricomincer\u00e0 da capo. Senza Cristo gli uomini si divoreranno l\u2019un l\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p>Tra i suoi compagni di prigionia era anche Vasilij Stepanovi\u010d Gundjaev, nonno del patriarca Kirill, inviato nel 1923 nel lager delle Isole Solovki, e per circa trent\u2019anni pellegrino tra 46 prigioni diverse e sette campi. E la prigionia, sempre per motivi di fede, \u00e8 stata conosciuta anche dal padre del patriarca. Senza il riferimento a questa storia non si comprende del tutto la forza delle parole e delle idee contenute in questo libro.<\/p>\n<p>Kirill si \u00e8 formato alla scuola di un grande ecclesiastico russo, il metropolita di Leningrado e Novgorod Nikodim (Rotov). Questi negli anni dell\u2019offensiva scatenata da Chru\u0161\u010d\u00ebv contro la Chiesa, aveva elaborato una complessa e rischiosa strategia, fondata sulla collaborazione con il regime nel campo delle relazioni internazionali, ai fini della sopravvivenza, e per quanto possibile, del rafforzamento della Chiesa. Era una strategia, come ha recentemente sottolineato il metropolita Ilarion in un bel libro dedicato alla vita e al pensiero del patriarca Kirill, che proponeva una sorta di alleanza tattica con il potere sovietico per la salvezza della Chiesa.<\/p>\n<p>Il disegno di Nikodim, pur in contesti diversi, in una generazione di stampo differente, e pur con altre scelte, si inseriva nella corrente profonda di resistenza cristiana al potere sovietico. Sono estremamente significative le parole dette da Nikodim a un suo interlocutore occidentale: \u00abVoi pensate che facciamo troppi compromessi? Ebbene, se ci chiuderanno tutte le chiese, se ci impediranno tutti gli assembramenti, se ci smantelleranno tutte le strutture, tutto questo lo accetter\u00f2. Chieder\u00f2 soltanto un\u2019unica cosa: che ci lascino celebrare l\u2019ultima divina Liturgia\u2026 Perch\u00e9, anche se non sussiste pi\u00f9 niente, sono certo che da questa unica, ultima divina Liturgia, tutto potr\u00e0 risorgere. Per il resto non voglio oppormi e contrastare: la storia ci dir\u00e0 se questo \u00e8 debolezza o se \u00e8, invece, fede fino alle ultime conseguenze\u00bb.<\/p>\n<p>Kirill \u00e8 figlio di questa Chiesa, che ha tenuta accesa la fiammella della fede, che ha lottato per permettere la celebrazione della liturgia. Da quella fiammella, da quella liturgia, dopo la fine del regime sovietico, tutto \u00e8 rinato. Certo i problemi e le difficolt\u00e0 non sono tutti superati, ne sono anzi sorti dei nuovi. Le pagine del libro lo attestano. Ma c\u2019\u00e8 una forza che emana dalla storia di una Chiesa che, ridotta a condizioni di estrema debolezza, ha conosciuto un itinerario di rinascita a partire dalla fede cristiana custodita negli anni della persecuzione. Proprio per questa storia Kirill \u00e8 convinto che la Chiesa russa abbia un messaggio da comunicare con forza al mondo: \u201cLa storia della Russia nel XX secolo deve servire da ammonimento per l\u2019Europa moderna: la rinuncia alle fondamenta spirituali e culturali di una data civilt\u00e0 rappresenta una seria minaccia alla sua stessa sopravvivenza\u201d (p. 149).<\/p>\n<p>Un cristianesimo forte, proprio perch\u00e9 non ha avuto paura della debolezza e della debolezza estrema, \u00e8 quello che testimoniano le pagine del nostro libro. In un tempo in cui il mondo soffre per mancanza di visioni, come ha pi\u00f9 volte sottolineato Andrea Riccardi, il patriarca, una delle personalit\u00e0 di maggior rilievo del mondo cristiano, ha il coraggio di elaborare e di proporre una visione per il nostro mondo, per il cristianesimo nel XXI secolo, per il futuro. Il senso della necessit\u00e0 stringente di fornire visioni a un mondo svuotato non \u00e8 estraneo al pensiero di Kirill, che in un suo recente articolo ha osservato come l\u2019uomo europeo abbia rinunciato \u201cai tentativi di elaborare una qualche visione generale del mondo\u201d e si ritrovi in una condizione di \u201cvuoto spirituale\u201d, per la quale \u201csegue piuttosto i propri interessi personali e i propri piaceri, che qualsivoglia principio\u201d.<\/p>\n<p>Kirill \u00e8 uomo profondamente radicato nella tradizione ortodossa, nella sua spiritualit\u00e0, nella sua liturgia, nella sua visione del mondo. Non indulge per\u00f2 a nostalgie passatiste n\u00e9 alla difesa di arcaismi. Anzi \u00e8 un ecclesiastico che conosce il mondo e la cultura contemporanei e che sente fortemente la sfida di elaborare una risposta cristiana fondata sulla tradizione alle domande che il nostro tempo solleva per l\u2019umanit\u00e0 del XXI secolo. La capacit\u00e0 di coniugare armonicamente la modernizzazione con la tradizione \u00e8 l\u2019aspirazione del disegno culturale portato avanti dalla Chiesa russa.<\/p>\n<p>\u00c8 nel quadro di questa visione va collocata la proposta di una revisione dei modelli culturali del sistema internazionale, portata avanti con decisione in prima persona da Kirill, sin dalla fine degli anni Novanta. In un articolo pubblicato nel maggio 1999, egli ha sostenuto che la sfida fondamentale della nostra epoca \u00e8 quella dell\u2019elaborazione di un nuovo modello di civilt\u00e0 che sappia armonizzare i principi \u00abradicalmente antitetici\u00bb del neoliberalismo e del tradizionalismo. Kirill critica l\u2019adozione esclusivamente di modelli culturali di stampo liberale e occidentale come standard internazionali. Il conflitto fra globalismo ed universalismo, da un lato, e conservatorismo e tradizionalismo, dall\u2019altro, richiede lo sforzo dell\u2019elaborazione di una nuova architettura culturale del mondo del XXI secolo.<\/p>\n<p>La questione della dignit\u00e0 dell\u2019uomo e dei diritti della persona, che \u00e8 il tema portante degli scritti riportati nel libro, costituisce il cardine di tale proposta di revisione. L\u2019obiettivo non \u00e8 quello di negare il valore dei diritti dell\u2019uomo, grazie alla cui difesa, come riconosce Kirill, la  Chiesa ortodossa si \u00e8 potuta liberare dall\u2019oppressione del regime comunista. A essere messa in discussione \u00e8 l\u2019interpretazione corrente dei diritti dell\u2019uomo da parte della cultura di marca liberale, insieme alla pretesa di farne una concezione di indiscutibile valore universale. In altre parole, viene contestato il proposito di imporre un sistema di pensiero e di standard elaborato all\u2019interno della cultura occidentale come norma a livello mondiale. L\u2019esigenza di cui il patriarca vuole farsi interprete \u00e8 di coniugare la concezione dei diritti e della libert\u00e0 dell\u2019uomo con un rinnovato senso della responsabilit\u00e0 morale, radicato nel patrimonio di valori tradizionali formato dalle fedi religiose.<\/p>\n<p>\u00c8 una battaglia culturale che presenta elementi di natura geopolitica, nel senso di una geopolitica di carattere culturale e spirituale. Infatti, Kirill \u00e8 convinto che la Russia \u201cdebba difendere l\u2019idea di un mondo multipolare e multiforme\u201d, attraverso \u201cl\u2019armonizzazione di molteplici culture e modelli di civilt\u00e0\u201d. La Russia, secondo il patriarca, \u201cpu\u00f2 diventare il modello per un nuovo ordine mondiale, il cui fondamento non \u00e8 l\u2019unificazione informe in un unico modello imposto con la forza [\u2026] quanto la composizione armonica delle esperienze culturali, basata sull\u2019accettazione della diversit\u00e0 dell\u2019altro, nell\u2019unit\u00e0 data dai valori morali assoluti\u201d (pp.106-107).<\/p>\n<p>La proposta di Kirill \u00e8 quella di un cristianesimo radicato nella sua identit\u00e0, che non ha paura di percorrere la via \u201cdi un vero dialogo interreligioso, soprattutto tra cristiani e musulmani\u201d, e di un dialogo \u201cserio e scevro da pregiudizi\u201d tra il pensiero religioso e il pensiero umanistico (p.70). Di questo dialogo, a suo parere, il mondo ha bisogno.<\/p>\n<p>Il pensiero di Kirill solleva questioni fondamentali sul futuro del cristianesimo e sul suo ruolo nel mondo del XXI secolo. \u00c8 stato osservato come vi sia una sostanziale concordanza di vedute con il pensiero di Benedetto XVI. La sfida di un rinnovato rapporto tra ortodossia russa e cattolicesimo \u00e8 senza dubbio un appuntamento cruciale per il futuro del cristianesimo.<\/p>\n<p>Lo \u00e8 anche per l\u2019Europa, dove si gioca la partita decisiva per il cristianesimo. Sul piano di una visione geoculturale e geospirituale dell\u2019Europa il collegamento tra Roma cattolica e Mosca ortodossa \u00e8 vitale. Se la connessione si realizzer\u00e0, al cristianesimo sar\u00e0 possibile dare un contributo sostanziale al profilo dell\u2019Europa, contribuendo a una sua collocazione nel XXI secolo con un messaggio forte da trasmettere al mondo.<\/p>\n<p>Kirill da Mosca, tornata a essere a pieno titolo uno dei grandi centri del cristianesimo, dopo essere stata per decenni capitale del comunismo ateo, guarda il mondo, si interroga sulle sue sfide ed elabora una visione per il futuro. La sua \u00e8 una visione che chiama a una misura alta del cristianesimo; \u00e8 una visione che provoca a vivere un cristianesimo n\u00e9 impaurito n\u00e9 instupidito. Torna alla mente la bella pagina di Henri de Lubac, in <em>Il dramma dell\u2019umanesimo ateo<\/em>, dove si legge della necessit\u00e0 \u201cdi vivere il nostro cristianesimo pi\u00f9 virilmente, pi\u00f9 efficacemente, pi\u00f9 fortemente, pi\u00f9 eroicamente\u201d. La nota eroica, secondo il teologo francese, consiste nel \u201cresistere con una fierezza umile\u201d \u201calle attrattive e seduzioni di un falso ideale\u201d, alle mode culturali del tempo. E l\u2019efficacia di questo cristianesimo vissuto virilmente risiede nella \u201cforza della carit\u00e0\u201d. Di questa nota eroica, la cui forza \u00e8 l\u2019amore cristiano parla il libro del patriarca. Non \u00e8, infatti, un cristianesimo modesto quello a cui rinviano le pagine di questo libro bello e importante. \u00c8 la bellezza di un cristianesimo esigente che spinge ad alzare lo sguardo e a volare alto, ad avere il coraggio di una visione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Chiesa ortodossa russa potr\u00e0 ancora apportare il suo contributo unico e significativo alla civilt\u00e0 europea e a quella mondiale\u201d \u2013 con queste parole il patriarca Kirill si \u00e8 rivolto al Concilio locale della Chiesa ortodossa russa, subito dopo la sua elezione.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16,10,1,11,12,83],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18353"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18353\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}