{"id":127356,"date":"2016-01-28T13:53:09","date_gmt":"2016-01-28T10:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/mospat.ru\/?p=127356"},"modified":"2016-02-01T21:06:01","modified_gmt":"2016-02-01T18:06:01","slug":"%d0%b7%d0%b0%d1%8f%d0%b2%d0%bb%d0%b5%d0%bd%d0%b8%d0%b5-%d1%81%d0%bb%d1%83%d0%b6%d0%b1%d1%8b-%d0%ba%d0%be%d0%bc%d0%bc%d1%83%d0%bd%d0%b8%d0%ba%d0%b0%d1%86%d0%b8%d0%b8-%d0%be%d0%b2%d1%86%d1%81-%d0%b2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2016\/01\/28\/news127356\/","title":{"rendered":"Dichiarazione della Chiesa Russa sulla \u201cConcezione ecumenica\u201d della Chiesa greco-cattolica"},"content":{"rendered":"<p>Il Concilio dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina (CGCU) ha adottato una \u201cConcezione ecumenica della Chiesa greco-cattolica ucraina&#8221;, che entrer\u00e0 in vigore il 23 febbraio 2016.<\/p>\n<p>Un aspetto positivo di tale Concezione \u00e8 il riconoscimento dei risultati raggiunti dal dialogo ortodosso-cattolico, in particolare, le disposizioni del documento della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica romana &#8221;L\u2019uniatismo, metodo di unione del passato, e la ricerca attuale della piena comunione&#8221; (Balamand, 1993 .), in cui si condannano i tentativi intrapresi da Roma in passato di sottomettere a s\u00e9 i cristiani orientali attraverso le cosiddette Unioni, come quella di Brest del 1596. Il nuovo documento della CGCU riconosce esplicitamente che \u00abla Sede Apostolica Romana ha concepito l\u2019Unione di Brest in termini di subordinazione piuttosto che di comunione\u00bb e d\u00e0 una valutazione negativa del fenomeno dell\u2019uniatismo, considerandolo un metodo di unificazione delle Chiese che si basa su falsi fondamenti teologici.<\/p>\n<p>Questa dichiarazione dei vescovi greco-cattolici potrebbe costituire un fattore promettente per il futuro delle relazioni tra la Chiesa greco-cattolica ucraina e la Chiesa ortodossa, in particolare in Ucraina, se non fosse accompagnata da una serie di affermazioni inconsistenti dal punto di vista storico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la \u201cConcezione ecumenica&#8221;, afferma che &#8220;la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina si \u00e8 formata a seguito della separazione nei secoli XV-XVI dalla metropolia di Kiev della Chiesa di Mosca&#8230; Nel contesto della crisi interna, dell&#8217;indebolimento del centro patriarcale di Costantinopoli, della sfida della Riforma protestante e del cattolicesimo post-tridentino, la gerarchia della Chiesa di Kiev decise di ripristinare la comunione eucaristica con il Vescovo di Roma&#8221;.<\/p>\n<p>E\u2019 ben noto che l&#8217;Unione di Firenze del 1439, che fu confermata a Costantinopoli, non trov\u00f2 alcun sostegno nella Rus\u2019. Proprio per questa ragione, il Metropolita Isidoro di Kiev, sostenitore dell\u2019unione, fu costretto a fuggire in Occidente. La Chiesa greco-cattolica ucraina \u00e8 sorta solo alla fine del XVI secolo come risultato di un intrigo politico. Basata fin dall\u2019inizio sul compromesso politico, l&#8217;Unione di Brest fu diffusa con la forza dalle autorit\u00e0 della Confederazione Polacco-Lituana (la Rzeczpospolita), ed incontr\u00f2 una forte resistenza da parte dei fedeli ortodossi.<\/p>\n<p>Dopo aver formalmente condannato l\u2019uniatismo come metodo di unificazione delle Chiese, la gerarchia della Chiesa greco-cattolica cerca, nello stesso tempo, di conferire ad esso un\u2019aureola sublime, ricorrendo in ci\u00f2 alla distorsione della verit\u00e0 storica. L\u2019identificazione della CGCU con la Chiesa di Kiev, operata lungo tutto il testo della \u201cConcezione ecumenica&#8221;, non pu\u00f2 essere qualificata altrimenti che come una volgare contraffazione. Le autorit\u00e0 greco-cattoliche cercano in tal modo di presentare la CGCU come l\u2019unica legittima erede dell\u2019antica metropolia di Kiev e di operare nel contempo una divisione artificiale tra Kiev e Mosca. Ci\u00f2 \u00e8 evidente nella seguente dichiarazione della \u201cConcezione\u201d: \u00abDalla fine del XVIII secolo, nei territori entrati a far parte dell&#8217;Impero russo e poi dell&#8217;Unione Sovietica, fu effettuata una sistematica distruzione della Chiesa di Kiev, attraverso l&#8217;annessione forzata dei suoi fedeli all\u2019Ortodossia russa. La CGCU condanna con forza queste e altre simili pratiche di &#8220;uniatismo ortodosso&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>Del tutto assurda \u00e8 questa tesi di una presunta distruzione sistematica da parte della Russia della &#8220;Chiesa di Kiev&#8221;, che \u00e8 parte integrante dell\u2019unica Chiesa ortodossa russa. Le autorit\u00e0 dell&#8217;impero russo non miravano alla distruzione neanche della Chiesa greco-cattolica. Nello stesso tempo, a causa del fatto che nei territori tradizionalmente ortodossi dell&#8217;Austria-Ungheria e della Polonia l\u2019Unione era imposta dalle autorit\u00e0 cattoliche con la forza, dopo la riannessione di questi territori alla Russia, una parte significativa dei fedeli e del clero, vollero naturalmente far ritorno all&#8217;ortodossia, come mostra, tra l\u2019altro, il Concilio di Polotsk del 1839.<\/p>\n<p>Naturalmente, le autorit\u00e0 russe di allora, nel promuovere questo processo, poterono commettere abusi. Senza dubbio, ogni violenza in materia di fede deve essere condannata, tuttavia, inaccettabile \u00e8 la falsificazione di concetti operata dagli autori della \u201cConcezione ecumenica\u201d, quando qualificano il sincero desiderio di ritornare dall&#8217;Unione alla Chiesa ortodossa come &#8220;uniatismo ortodosso&#8221;.<\/p>\n<p>Rammaricandosi del fatto che le relazioni tra la CGCU e la Chiesa ortodossa russa sono rese difficili dal peso del passato storico, i cui effetti si fanno sentire ancora oggi, gli autori del documento si riferiscono per\u00f2 esclusivamente agli eventi del 1839, 1871 e 1946, contrassegnati dall\u2019unione di greco-cattolici alla Chiesa ortodossa, e non fanno parola delle persecuzioni di cui furono oggetto nella Confederazione Polacco-Lituana gli ortodossi che non volevano accettare l\u2019Unione, o delle atrocit\u00e0 perpetrate durante la Seconda Guerra Mondiale dai greco-cattolici della Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) e dell\u2019Esercito dei ribelli ucraini (UPA) in Ucraina occidentale e Bielorussia. Un tale approccio alla storia permette di presentare una sola delle parti come vittima e Chiesa-martire.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 il documento affermi che &#8220;la Chiesa greco-cattolica ucraina \u00e8 disposta a cercare insieme ai fratelli ortodossi il modo di risolvere le incomprensioni storiche&#8221;, la sua gerarchia, in netta contraddizione con questa tesi, continua ad insistere sul riconoscimento dello status patriarcale della CGCU. Nel contempo, la questione del Patriarcato greco-cattolico in Ucraina, dichiarato unilateralmente nel 2002, \u00e8 uno dei principali ostacoli nel dialogo fra ortodossi e greco-cattolici. Come si sa, la gerarchia delle Chiese ortodosse locali ha espresso a Roma il proprio parere negativo sulla possibilit\u00e0 di un riconoscimento della CGCU come Patriarcato, indicando le conseguenze pi\u00f9 indesiderabili che tale riconoscimento avrebbe sulla situazione religiosa in Ucraina e sul dialogo ortodosso-cattolico in generale. Continuare a insistere sul sostegno dei &#8220;secolari tentativi&#8221; della CGCU &#8220;di completare la formazione della propria struttura portandola al livello del patriarcato&#8221; significa bloccare fin dall&#8217;inizio ogni progresso nella risoluzione dei problemi tra ortodossi e greco-cattolici.<\/p>\n<p>Un altro ostacolo essenziale al dialogo \u00e8 il pari riconoscimento, da parte della Chiesa greco-cattolica ucraina, &#8220;delle Chiese ortodosse in Ucraina&#8221;, come se non ci fosse un&#8217;unica Chiesa Ortodossa Ucraina canonica, riconosciuta da tutto il mondo ortodosso. Dalla \u201cConcezione ecumenica&#8221; si deduce che per la gerarchia della CGCU, la Chiesa Ortodossa Ucraina e le comunit\u00e0 scismatiche godono di pari dignit\u00e0 di &#8220;eredi della Chiesa di Kiev del battesimo di Vladimir.&#8221;<\/p>\n<p>Tale approccio si traduce nella pratica, quando i vescovi della CGCU si permettono di partecipare a servizi liturgici con gli scismatici, riconoscono pubblicamente la validit\u00e0 dei loro sacramenti (in particolare, il battesimo e il sacerdozio), invitano rappresentanti del clero scismatico nelle loro scuole, secondo quanto affermano, &#8220;per familiarizzare con l&#8217;Ortodossia&#8221;, effettuano visite comuni all&#8217;estero, dove rilasciano dichiarazioni di natura politica. Tale sostegno degli scismatici da parte dei greco-cattolici arreca grave danno alla causa dell&#8217;unit\u00e0 dei cristiani, nello stesso momento in cui la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica cercano nuovi modi di azione comune.<\/p>\n<p>La gerarchia della Chiesa ortodossa russa ha ripetutamente richiamato l&#8217;attenzione delle autorit\u00e0 della CGCU sulla necessit\u00e0 di rispettare l&#8217;ordine canonico della Chiesa ortodossa come una delle condizioni pi\u00f9 importanti per lo sviluppo delle relazioni tra le Chiese, tuttavia, sia la pratica degli stretti contatti dei vescovi greco-cattolici con gli scismatici, sia la posizione, ora sancita in questo documento ufficiale, dimostrano che le autorit\u00e0 della CGCU intendono anche in avvenire continuare a ignorare il parere della parte ortodossa. Si pu\u00f2 solo chiedersi come, con un tale approccio, le autorit\u00e0 della CGCU ritengano possibile raggiungere alcun successo nel dialogo con l\u2019Ortodossia canonica.<\/p>\n<p>Suscita altres\u00ec sorpresa l&#8217;affermazione degli autori del documento che negli anni 1990, &#8220;la CGCU ha intrattenuto un dialogo fruttuoso, bench\u00e9 non ufficiale e informale, con vescovi e teologi della Chiesa di Costantinopoli &#8230; il cui scopo era quello di studiare come ripristinare la piena comunione con la Chiesa madre di Costantinopoli&#8221;. Essendo parte della Chiesa cattolica e professando la dottrina cattolica, la CGCU non pu\u00f2 intrattenere alcun dialogo separato circa il ristabilimento della piena comunione con la Chiesa Ortodossa al di fuori dal dialogo effettuato dalla Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica romana. E\u2019 infatti la Commissione mista ad avere pieni poteri per discutere i problemi teologici che esistono tra ortodossi e cattolici, e cercare le loro soluzioni. Inoltre, un dialogo bilaterale della Chiesa greco-cattolica ucraina con rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli che eviti la Chiesa ortodossa ucraina non pu\u00f2 che provocare diffidenza e approfondire le contraddizioni che gi\u00e0 da tempo dovrebbero essere affrontate.<\/p>\n<p>La &#8220;Concezione ecumenica&#8221; della Chiesa greco-cattolica ucraina \u00e8 un documento contraddittorio, che suscita da parte ortodossa molti problemi. Pur esprimendo il desiderio di promuovere il dialogo con la Chiesa ortodossa, le autorit\u00e0 della CGCU non mostrano alcuna seria volont\u00e0 di analisi del passato storico n\u00e9 un atteggiamento responsabile nei confronti della situazione attuale della Chiesa in Ucraina. Il documento mostra che la CGCU aspetta passi unilaterali da parte della Chiesa Ortodossa, mentre la stessa CGCU non ritiene necessario intraprendere alcuna azione reale per risolvere i problemi esistenti.<\/p>\n<p>Purtroppo, l\u2019operato della Chiesa greco-cattolica in Ucraina oggi non solo non favorisce il riavvicinamento tra ortodossi e cattolici, ma approfondisce la divisione esistente, incoraggiando lo scisma e continuando a provocare confusione nella mente delle persone. Si manifesta in tal modo la natura stessa dell&#8217;Unione, dopo il cui avvento, secondo il documento di Balamand, &#8220;venne a crearsi una situazione che \u00e8 diventata una fonte di conflitto e sofferenza prima per gli ortodossi, e poi per i cattolici\u201d, aggravando la &#8220;divisione tuttora esistente&#8221;.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Concilio dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina (CGCU) ha adottato una \u201cConcezione ecumenica della Chiesa greco-cattolica ucraina&#8221;, che entrer\u00e0 in vigore il 23 febbraio 2016.<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":103064,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=127356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127356\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103064"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=127356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=127356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=127356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}