{"id":109757,"date":"2014-10-18T13:02:52","date_gmt":"2014-10-18T09:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/mospat.ru\/?p=109757"},"modified":"2014-10-18T13:36:59","modified_gmt":"2014-10-18T09:36:59","slug":"bogoslovie-svobody-khristianstvo-i-svetskaya-vlast-ot-milanskogo-ehdikta-do-nashikh-dnejj","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/2014\/10\/18\/news109757\/","title":{"rendered":"La teologia della libert\u00e0. Il cristianesimo e il potere temporale dall\u2019editto di Milano ai giorni nostri"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p><p><em>Lectio Magistralis del metropolita Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, in occasione dell&#8217;apertura dell&#8217;anno accademico presso la Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale 17 ottobre 2014.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Eminenza Reverendissima Gran Cancelliere,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Eccellenze, chiarissimi professori, docenti e discenti di codesta Pontificia Facolt\u00e0 Teologica,<\/p>\n<p>\u00e8 per me un grande onore tenere questa lezione all&#8217;inizio del vostro anno accademico. Prima di tutto vorrei augurare a tutti voi successo nel nuovo anno accademico, come pure augurare pace e prosperit\u00e0 al popolo italiano.<\/p>\n<p>Nel mio intervento vorrei riferirmi ad eventi del lontano passato, ma anche ad avvenimenti del tutto recenti. Il discorso tratter\u00e0 dell\u2019epoca dell\u2019editto di Milano e di fatti che ricordano quest\u2019epoca, ma che avvengono nel nostro tempo, sotto i nostri occhi.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, \u00e8 stato solennemente celebrato in tutto il mondo cristiano il millesettecentesimo anniversario della promulgazione dell\u2019editto firmato a Milano nel 313 dagli imperatori della parte occidentale e orientale dell\u2019impero romano, Costantino e Licinio. L\u2019editto di Milano \u00e8, in sostanza, il primo documento statale ufficiale dell\u2019impero romano grazie a cui la \u00abChiesa cattolica\u00bb riceve non soltanto il diritto di esistere, ma anche il riconoscimento da parte dello Stato e della societ\u00e0. Se fino ad allora i cristiani erano perseguitati e sterminati, se essi potevano esistere soltanto nelle catacombe e nella pi\u00f9 profonda clandestinit\u00e0, grazie all\u2019editto di Milano per la prima volta i cristiani, al pari dei pagani, ricevettero il diritto di professare e predicare apertamente la propria fede, di costruire chiese, di aprire scuole e monasteri. Una grande conquista dell\u2019epoca costantiniana fu il riconoscimento della Chiesa in qualit\u00e0 di partecipante a pieno titolo ai processi sociali, riconoscimento che le consent\u00ec non soltanto di organizzare liberamente la propria vita interna, ma anche di esercitare un\u2019influenza sostanziale sulla vita dello Stato e della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Molti cristiani di quel tempo ricordavano ancora come i persecutori avessero estromesso la Chiesa dallo spazio sociale, l\u2019avessero relegata ad un ghetto. Molti erano confessori della fede e i loro destini erano stati rovinati dalla violenza e dalle angherie subite. Gli appelli degli apologeti del II-III secolo agli uomini di Stato dell\u2019impero romano, eloquenti, ma al tempo stesso colmi di dolore, restavano, per molti cristiani dell\u2019inizio del IV secolo, la verit\u00e0 della loro vita personale.<\/p>\n<p>Ci accostiamo alla percezione del mondo dei cristiani dell\u2019epoca delle persecuzioni leggendo, ad esempio, l\u2019Apologia di Tertulliano. Egli esclama: \u00abNoi esistiamo da ieri e abbiamo riempito tutti i vostri luoghi: citt\u00e0, isole, fortezze, municipi, assemblee, gli stessi eserciti,\u00a0tribunali,\u00a0decurie, il\u00a0palazzo, il\u00a0senato\u00a0e il\u00a0foro. Vi abbiamo lasciato soltanto i vostri templi. Di quale guerra aperta saremmo capaci, a quale guerra saremmo pronti, anche se abbiamo meno forze, noi \u2013 che tanto volentieri acconsentiamo che ci uccidano \u2013, se non ci fosse imposto dalla nostra dottrina di essere uccisi piuttosto che di uccidere gli altri? Potremmo batterci contro di voi anche senza armi, e senza rivolta, andandocene, scontenti di voi. Poich\u00e9 se noi, raccogliendo tale enorme numero di persone, ce ne andassimo da voi, ritirandoci in qualche remoto angolo della terra, allora, naturalmente, la perdita di cos\u00ec tanti cittadini, chiunque essi siano, non soltanto costituirebbe una vergogna per il vostro dominio, ma sarebbe anche una punizione\u00bb<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Ai cristiani dell\u2019epoca delle persecuzioni occorreva dimostrare alle autorit\u00e0 dell\u2019impero la propria lealt\u00e0 e la propria idoneit\u00e0 alla partecipazione a pieno titolo alla vita della societ\u00e0 civile. Ma le autorit\u00e0 restavano sorde a queste dimostrazioni. E improvvisamente, quella stessa generazione di cristiani perseguitati e angariati diviene testimone del riconoscimento della Chiesa come parte integrante della societ\u00e0. In pi\u00f9, nel giro di alcuni anni dopo la pubblicazione dell\u2019editto di Milano, il cristianesimo si sarebbe trasformato in una forza spirituale che in molte cose avrebbe determinato il corso della storia successiva dell\u2019impero e di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Secondo gli esiti degli accordi di Milano, gli imperatori Costantino e Licinio affermano qualcosa di completamente nuovo, inaudito per i loro contemporanei. Essi dichiarano pubblicamente: \u00abDunque, lasciandoci guidare da sana e retta riflessione, proclamiamo la nostra seguente decisione: a nessuno \u00e8 negato di scegliere liberamente e di conservare la fede cristiana e a ciascuno \u00e8 data la libert\u00e0 di convertirsi alla fede che, secondo lui, gli \u00e8 congeniale, affinch\u00e9 la Divinit\u00e0 ci elargisca in tutte le occasioni il pronto aiuto e ogni bene\u2026 D\u2019ora innanzi chiunque scelga liberamente e semplicemente la fede cristiana, pu\u00f2 conservarla senza ostacolo di alcun genere\u2026 Ai cristiani \u00e8 data una libert\u00e0 assoluta\u2026 anche agli altri \u00e8 data la libert\u00e0 di professare la propria fede come desiderino, il che anche corrisponde al nostro tempo di pace: possa ciascuno liberamente, secondo il proprio desiderio, scegliere la propria fede\u00bb<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 importante notare che questo documento concedeva la libert\u00e0 al cristianesimo non a discapito di altre religioni dell\u2019impero romano; i seguaci dei diversi culti pagani mantenevano come in precedenza i propri diritti e la propria libert\u00e0. Tuttavia nell\u2019editto di Milano, in sostanza, si riconosceva il fatto che la Chiesa non fosse una qualche setta marginale, disgregatrice dei tradizionali fondamenti sociali. Al contrario, gli autori del documento erano convinti che i cristiani fossero capaci di dirigere la benevolenza di Dio verso tutto il popolo. Il beneficio e l\u2019utilit\u00e0 dei cristiani per la societ\u00e0: ecco su che cosa si fondava il nuovo editto, esprimendo la speranza che la \u00abDivinit\u00e0\u00bb elargisse alle autorit\u00e0 e al popolo dell\u2019impero \u00abil pronto aiuto e ogni bene in tutte le occasioni\u00bb. Queste righe non soltanto equiparavano le libert\u00e0 e i diritti dei cristiani a quelli dei pagani, ma aprivano davanti a essi la possibilit\u00e0 di imporsi all\u2019attenzione come una forza nuova, capace di influire positivamente sulla societ\u00e0, colmare di senso divino la sua esistenza.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019editto di Milano i cristiani si trovarono dinanzi alla necessit\u00e0 di pensare non soltanto alla propria salvezza e al bene della propria piccola comunit\u00e0. La nuova posizione nella societ\u00e0 li costrinse a riflettere sulla qualit\u00e0 di questa societ\u00e0, sul proprio ruolo in essa, il ruolo di cittadini attivi, uomini che pregano per la patria, persone di buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>Nelle nuove condizioni i cristiani \u2013 vescovi, teologi, monaci e la moltitudine dei laici \u2013 non si smarrirono. Nell\u2019impero cominci\u00f2 una fioritura impetuosa della cultura e del pensiero cristiani, sorse la storiosofia cristiana, si plasm\u00f2 un nuovo rapporto della Chiesa verso il mondo circostante. L\u2019epoca a cui pose inizio la pubblicazione dell\u2019editto entr\u00f2 nella storia come il secolo d\u2019oro del cristianesimo, mentre per l\u2019impero quest\u2019epoca divenne un tempo di cambiamento dei paradigmi ideali. La teologia della Chiesa si pose alla base di una nuova comprensione della responsabilit\u00e0 personale, sociale e statale, influ\u00ec sul rinnovamento di tutte le istituzioni della societ\u00e0, diede un nuovo fondamento valoriale ai rapporti familiari, all\u2019atteggiamento verso la donna, comport\u00f2 la progressiva eliminazione nell\u2019impero dell\u2019istituto della schiavit\u00f9. Il nuovo impero un\u00ec in s\u00e9 la cultura romana dei rapporti giuridici, l\u2019arte greca del fine pensiero e la devozione di Gerusalemme. E il cristianesimo divenne in esso la nuova religione, il fondamento di una nuova concezione del mondo, capace di unire tutta la molteplicit\u00e0 di razze e popoli dell\u2019impero. La Chiesa sfrutt\u00f2 appieno l\u2019occasione storica che aveva ricevuto.<\/p>\n<p>Il documento di Milano ricevette giustamente dalla scienza [storica] il nome di \u00abeditto di tolleranza\u00bb. Il tal senso l\u2019editto di Milano \u00e8 supportato dallo stesso spirito del decreto che lo aveva preceduto, quello dell\u2019imperatore Galerio del 311. Il decreto precedente permetteva il servizio liturgico cristiano, \u00abse esso non turba[va] l\u2019ordine sociale\u00bb, ma alla condizione che i cristiani pregassero per l\u2019imperatore e lo Stato romano, promettendo a quest\u2019ultimo \u00abl\u2019aiuto supplementare\u00bb del loro Dio, il Quale, si intende, doveva proteggere Roma assieme alle altre divinit\u00e0 tradizionali<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>E cionondimeno, proprio a partire dall\u2019editto di Milano, sia per la Chiesa sia per lo Stato romano, si apr\u00ec una nuova epoca, che alla fine condusse alla pubblicazione, nel 380, del decreto dell\u2019imperatore Teodosio I, che proclam\u00f2 il cristianesimo religione di Stato e di fatto pose fuori legge la tradizionale religione pagana.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 naturale supporre che l\u2019editto di Galerio, l\u2019editto di Milano, e dopo di essi il decreto di Teodosio I, segnino la progressiva apertura della logica politica dello Stato romano. In relazione a ci\u00f2, \u00e8 ragionevole chiedersi: era pronta la Chiesa stessa all\u2019effettivo ingresso nella struttura dello Stato romano, non solamente sostituendo le istituzioni pagane preesistenti, ma pure creandone di sostanzialmente nuove? A questa domanda, basandoci sulle fonti scritte attendibili dell\u2019epoca, non troviamo una risposta univoca. Attorno a Costantino si form\u00f2 quasi subito una cerchia di vescovi di corte, in cui entrarono Eusebio di Cesarea ed Eusebio di Nicomedia che battezz\u00f2 l\u2019imperatore in punto di morte. Il primo di essi \u00e8 perfino ritenuto da alcuni storici della Chiesa responsabile \u00abdell\u2019adozione da parte dei cristiani del pensiero politico ellenistico\u00bb<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia \u00e8 poco probabile che tale approccio potesse ritenersi usuale per la Chiesa di quel tempo. I cristiani, sebbene pregassero \u00abper le autorit\u00e0 e l\u2019esercito\u00bb dell\u2019impero romano, si sentivano tuttavia cittadini della Patria del Cielo, ricordando il precetto dell\u2019apostolo Paolo: <em>\u00abNon abbiamo quaggi\u00f9 una citt\u00e0 stabile, ma andiamo in cerca di quella futura \u00bb <\/em>(Eb 13,14). Per di pi\u00f9, nel corso di due secoli essi erano vissuti in uno Stato che li aveva perseguitati, in cui la loro fede era una <em>religio illicita<\/em> \u2013 \u00abreligione non autorizzata\u00bb. Una delle accuse che continuamente risuonavano nei confronti dei cristiani era il rimprovero di apoliticit\u00e0 e di inutilit\u00e0 sociale. Ci\u00f2 corrisponde in parte alla realt\u00e0. \u00abNiente ci \u00e8 tanto estraneo quanto gli affari pubblici\u00bb<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup><sup>[5]<\/sup><\/sup><\/a>, \u2013 scriveva Tertulliano. Origene affermava che in qualunque citt\u00e0 i cristiani vivessero, essi avevano \u00abun altro regime di sudditanza\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup><sup>[6]<\/sup><\/sup><\/a>. Come nota l\u2019arciprete Georgij Florovskij, \u00abin questo senso i cristiani si trovavano \u201cfuori della societ\u00e0\u201d, erano esuli e reietti volontari, persone fuori dell\u2019ordine sociale di questo mondo\u00bb<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup><sup>[7]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre, tra l\u2019impero e la Chiesa esisteva un antagonismo di genere particolare, che non si pu\u00f2 considerare un semplice conflitto dovuto al mancato riconoscimento reciproco. \u00abInfatti la Chiesa cristiana \u00e8 pi\u00f9 di una \u201cchiesa\u201d soltanto\u2026. I cristiani sono anche un popolo, \u201cun popolo particolare\u201d: il Popolo di Dio, <em>tertium genus<\/em> (una terza comunit\u00e0), n\u00e9 elleni, n\u00e9 giudei. La Chiesa non era soltanto una \u201criunione di persone\u201d o un\u2019associazione volontaria, che si occupava di sole faccende religiose. Essa si proclamava e realmente era una societ\u00e0 particolare indipendente, uno Stato separato. Nello stesso tempo, anche l\u2019impero romano si proclamava e realmente era qualcosa di pi\u00f9 grande che semplicemente uno Stato\u00bb<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>. Il regime sociale romano pretendeva la piena sottomissione dei propri cittadini in tutte le dimensioni della loro vita, attribuendosi un\u2019origine divina. Ci\u00f2 si esprimeva nella maniera pi\u00f9 chiara nel culto del \u00abgenio dell\u2019imperatore\u00bb, di un particolare genere di divinit\u00e0, che accompagnava cesare. Il rifiuto di venerare questa divinit\u00e0 era punito con la pena di morte come delitto contro lo Stato, poich\u00e9 la religione pagana romana era una parte inalienabile dell\u2019assetto politico.<\/p>\n<p>Ed ecco che questo impero, antagonista e avversario del giovane cristianesimo, gli tende la mano, garantendogli la libert\u00e0 di culto, i diritti di propriet\u00e0, la difesa e protezione della sua legge. E molto rapidamente la Chiesa si integr\u00f2 nella vita dell\u2019impero, prese su di s\u00e9 la cura delle vedove, degli orfani, delle ragazze, dei mutilati e degli infermi, cominci\u00f2 cio\u00e8 a partecipare a quegli affari pubblici che sembravano a Tertulliano tanto estranei ad essa per natura. Il clero ricevette il diritto, riconosciuto dallo Stato, di intercedere presso di esso a difesa di quanti fossero condannati ingiustamente. Inizi\u00f2 l\u2019influenza della Chiesa sulla legislazione, che si espresse nella sua conseguente, anche se parziale, umanizzazione. Indubbio \u00e8 l\u2019influsso della fede cristiana sul cambiamento di atteggiamento della societ\u00e0 verso l\u2019istituto della famiglia e del matrimonio, sulla graduale socializzazione della politica statale, che divenne pi\u00f9 attenta alle necessit\u00e0 del popolo.<\/p>\n<p>L\u2019epoca costantiniana, seguita alla pubblicazione dell\u2019editto di Milano, non soltanto inaugur\u00f2 una nuova pagina nella vita dell\u2019impero romano: essa predetermin\u00f2 il paradigma dello sviluppo delle relazioni tra Stato e Chiesa nei paesi che sorsero pi\u00f9 tardi sulle sue spoglie, o sotto la sua influenza culturale. Malgrado l\u2019opinione comunemente diffusa, il cristianesimo non divenne semplicemente il sostituto del paganesimo ormai deteriorato nell\u2019impero romano; esso entr\u00f2 nella sua vita e nella sua struttura come un principio sostanzialmente nuovo. Esso non si sottopose al diktat del potere laico, influenz\u00f2 il potere stesso, talvolta scontrandosi con esso in conflitti di forza impari.<\/p>\n<p>In altre parole, la Chiesa, entrando a far parte della struttura del potere statale, non si fuse con esso. Al contrario, la Chiesa, conservando l\u2019indipendenza, come prima, come nell\u2019epoca pre-costantiniana, concependo se stessa come Citt\u00e0 di Dio, secondo l\u2019espressione di sant\u2019Agostino, cominci\u00f2, passo dopo passo, a esercitare un influsso benefico sullo Stato, nello spirito del Vangelo di Cristo. E sebbene questa influenza positiva non sia stata subito recepita, nel corso dei secoli crebbe costantemente.<\/p>\n<p>Il significato storico dell\u2019editto di Milano risiede nel fatto che esso costitu\u00ec un punto di svolta nella storia dell\u2019impero romano. Cos\u00ec, secondo le parole di padre Ioann Meyendorf, \u00absorse una nuova societ\u00e0, che aveva adottato il cristianesimo come propria norma religiosa (e pertanto anche morale, culturale e politica\u00bb<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a>. Questa societ\u00e0 sarebbe durata in Europa sino all\u2019inizio dell\u2019epoca moderna, quando in molti paesi si decise di separare la Chiesa dallo Stato.<\/p>\n<p>Da questi avvenimenti lontani 1700 anni, vorrei adesso rivolgermi a fatti del passato recente e raccontarvi di come il giubileo dell\u2019editto di Milano abbia inciso sulla Chiesa ortodossa russa che io rappresento e che lo scorso anno ha festeggiato un altro evento significativo, i 1025 anni del Battesimo della Rus\u2019. La coincidenza delle due ricorrenze mi ha fatto riflettere sul cammino storico della Chiesa, meditare sull\u2019evento antico che diede inizio a una nuova civilt\u00e0 cristiana, e nello stesso tempo valutare anche la nostra storia recente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che abbiamo vissuto nell\u2019ultimo quarto di secolo, e che continuiamo a vivere oggi, pu\u00f2 essere chiamato con sicurezza \u00absecondo battesimo della Rus\u2019\u00bb. Infatti, com\u2019\u00e8 noto, la Rus\u2019 fu battezzata nel 988 dal santo principe Vladimir nelle acque del Dnepr. Da quel momento inizi\u00f2 il cammino salvifico della fede cristiana (nella sua variante bizantina e ortodossa) nelle citt\u00e0 e nei villaggi della Santa Rus\u2019. La Santa Rus\u2019 \u00e8 quello spazio storico che unisce le attuali Russia, Ucraina e Bielorussia. I tre popoli slavi, oggi divisi da confini statali, un tempo costituivano un unico popolo, e possiedono una storia comune, che \u00e8 durata per oltre mille anni. La Santa Rus\u2019 esiste ancora oggi nella forma di quello spazio spirituale unito dalla Chiesa ortodossa russa, che comprende in s\u00e9 sia l\u2019Ucraina, sia la Russia, sia la Bielorussia, sia un\u2019intera serie di altri paesi.<\/p>\n<p>Nella storia ultramillenaria dello Stato russo i rapporti tra Chiesa e potere temporale si sono sviluppati in maniera diversa. Nel periodo dal 988 all\u2019autocefalia della Chiesa russa nel 1488 lo Stato cooperava alla diffusione della fede ortodossa e non si ingeriva nelle faccende interne della Chiesa. Nel periodo seguente, il cosiddetto periodo moscovita (1448-1589), il potere principesco non di rado rompeva l\u2019equilibrio di rapporti che si era venuto a creare e il principio di non ingerenza reciproca, sostituendo i capi della Chiesa sgraditi con altri pi\u00f9 leali.<\/p>\n<p>Nel 1589 il Concilio di Mosca, sotto la presidenza del patriarca di Costantinopoli Geremia II, design\u00f2 il primo patriarca russo, Iov. Nel primo periodo patriarcale il modello di rapporti tra Chiesa e potere civile fu la riproduzione dei rapporti tra Stato e Chiesa che si erano creati nell\u2019impero bizantino, la cosiddetta sinfonia tra il potere ecclesiastico e quello statale. L\u2019istituzione del patriarcato fu la logica prosecuzione dello sviluppo storico del cristianesimo orientale: i patriarcati ortodossi d\u2019Oriente, che si trovavano sotto il potere dei musulmani, nel XVI secolo cercavano sostegno e difesa presso la Chiesa russa e i sovrani russi. L\u2019elezione del patriarca confer\u00ec uno status particolare non soltanto alla Chiesa, ma anche al supremo potere dello Stato, che prese definitivamente coscienza di s\u00e9 come erede dell\u2019autorit\u00e0 del <em>basileus <\/em>bizantino.<\/p>\n<p>L\u2019imperatore Pietro il Grande abol\u00ec il patriarcato e diede inizio al cosiddetto periodo sinodale della storia della Chiesa ortodossa russa. A partire dall\u2019abolizione del patriarcato e dalla creazione nel 1721 del Santissimo sinodo governante \u2013 di fatto un ministero [inserito] nella struttura degli organi di amministrazione statale, con a capo un laico, l\u2019<em>ober-prokuror<\/em> \u2013 inizi\u00f2 il periodo della secolarizzazione e della sottomissione della Chiesa allo Stato.<\/p>\n<p>Il 1917 fu un anno cruciale, sia per la Chiesa russa, sia anche per tutto l\u2019impero russo, che segn\u00f2 l\u2019inizio del caos e dell\u2019orrore della guerra civile, una guerra di tutti contro tutti. In Russia si compirono allora pienamente le parole di Cristo: \u00ab<em>Il fratello dar\u00e0 a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi perseverer\u00e0 sino alla fine sar\u00e0 salvato<\/em>\u00bb (Mt 10, 21-22).<\/p>\n<p>Il Concilio della Chiesa Russa del 1917-1918, svoltosi sullo sfondo del crollo di tutto l\u2019assetto statale e sociale, ristabil\u00ec nella Chiesa il patriarcato un tempo soppresso. Il potere sovietico pubblica nel 1918 il \u00abDecreto sulla libert\u00e0 di coscienza e le associazioni ecclesiastiche e religiose\u00bb, che afferma il principio della separazione della Chiesa dallo Stato e dalla scuola. Le organizzazioni religiose sono private dello status di personalit\u00e0 giuridica, non hanno il diritto di possedere propriet\u00e0, di raccogliere offerte. La prima Costituzione sovietica del 1918 pone il clero e i monaci tra gli elementi non lavoratori, privati dei diritti elettorali. I figli dei preti sono privati del diritto di accesso agli istituti di livello universitario. Il potere, nella persona di Lenin, e in seguito di Stalin che ne prese il posto, d\u00e0 avvio a repressioni di dimensioni senza precedenti del proprio popolo, di cui furono vittime milioni di persone. La Chiesa \u00e8 sottoposta a una devastazione quasi totale: vescovi e preti sono fucilati senza processo e senza istruttoria, le chiese sono fatte saltare, le scuole teologiche e i monasteri sono chiusi.<\/p>\n<p>Il decreto \u00abSulla separazione della chiesa dallo stato e della scuola dalla chiesa\u00bb e quello \u00abSulle associazioni religiose\u00bb del 1929 posero la Chiesa ortodossa russa fuori legge. Le persecuzioni contro il clero e i credenti ora si attenuavano, ora divampavano con nuova forza, sia nel periodo prebellico, sia nel periodo dopo la fine della seconda guerra mondiale. Per la quantit\u00e0 dei martiri che soffrirono per la fede la Chiesa russa sorpass\u00f2 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte la schiera dei martiri cristiani che erano andati incontro alla morte nei primi secoli di persecuzione da parte dell\u2019impero romano pagano.<\/p>\n<p>I processi politici alla fine del XX secolo in Urss condussero al tracollo dello Stato sovietico. Tuttavia, gi\u00e0 prima del momento in cui, nel dicembre del 1991, cess\u00f2 di esistere l\u2019Unione Sovietica, era iniziata la rinascita della vita religiosa in tutto il suo territorio. Ci\u00f2 accadde, come sembrava, in maniera assolutamente inaspettata, nel 1988. Proprio in quell\u2019anno, nel contesto dei festeggiamenti per il millenario del Battesimo della Rus\u2019, concepiti inizialmente come una celebrazione esclusivamente ecclesiastica, nella coscienza popolare si dest\u00f2 ci\u00f2 che si usa chiamare memoria genetica, identit\u00e0 nazionale o religiosa. In tutta l\u2019Unione Sovietica migliaia e milioni di persone espressero apertamente la propria posizione, prendendo parte alle solennit\u00e0, riempiendo le chiese e le piazze durante gli uffici liturgici giubilari. Alle autorit\u00e0 non restava che comprendere e riconoscere che la Chiesa non era un pezzo da museo o una fiera in gabbia, ma la forza spirituale di un popolo formato da milioni di persone, capace di farlo rinascere e rinnovare.<\/p>\n<p>Da allora, su tutto lo spazio dell\u2019ex Unione Sovietica, inizi\u00f2 una rinascita della Chiesa di dimensioni senza precedenti. All\u2019inizio degli anni Novanta la quantit\u00e0 di coloro che desideravano ricevere il battesimo era tale che un comune prete di una comune parrocchia cittadina o rurale poteva arrivare a battezzare in un solo giorno alcune centinaia di persone. Ovunque si cominci\u00f2 a ricostruire e ad aprire chiese. Nel corso degli ultimi ventisei anni nella Chiesa russa sono state risollevate dalle rovine o costruite <em>ex novo<\/em> oltre 26.000 chiese: ci\u00f2 significa che abbiamo aperto e continuiamo ad aprire mille chiese l\u2019anno o tre chiese al giorno. Sono stati aperti oltre ottocento monasteri, che si sono riempiti di giovani monaci e monache. Nelle grandi citt\u00e0 sono comparsi gli istituti di istruzione teologica, superiori o medi; facolt\u00e0 teologiche hanno cominciato a essere aperte nelle universit\u00e0 laiche. La Chiesa si \u00e8 riappropriata di quei settori di attivit\u00e0 che all\u2019epoca delle persecuzioni erano di fatto proibite: attivit\u00e0 editoriale, sociale, caritativa.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in quella stessa epoca che in Occidente molti chiamano post-cristiana. Mi \u00e8 capitato pi\u00f9 di una volta di sentir parlare i miei colleghi occidentali della decadenza della fede cristiana, della diminuzione del numero dei credenti, del calo delle vocazioni sacerdotali e monastiche, della chiusura di chiese e monasteri. Per convincersi che non viviamo affatto in un\u2019epoca post-cristiana, \u00e8 sufficiente visitare uno dei paesi ortodossi dove continua questa rinascita di largo respiro della vita religiosa, ad esempio Russia, Ucraina, Bielorussia, Georgia, Romania, Moldavia. Andate e guardate come il popolo credente vive in questi paesi, visitate le chiese e i monasteri ortodossi, e vedrete l\u2019ardente devozione della gente, la fede forte e salda che nessuna persecuzione ha spezzato.<\/p>\n<p>A mio vedere, la nostra epoca, epoca di rinascita della Chiesa, possiede in s\u00e9 qualcosa di profondamente simile all\u2019epoca che segu\u00ec la promulgazione dell\u2019editto di Milano. Da legame tra i due tempi funge il concetto di libert\u00e0. Il principio della libert\u00e0 di coscienza, proclamato nell\u2019editto di Milano, divenne la base del nuovo rapporto del potere verso i sudditi. L\u2019editto di Milano ha anticipato di sedici secoli ci\u00f2 che \u00e8 divenuto pienamente possibile soltanto nel Novecento, dopo secoli di guerre e discriminazione. In un\u2019intera serie di documenti internazionali, posti alla base del diritto mondiale contemporaneo (come, ad esempio, la \u00abDichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo\u00bb, la \u00abConvenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali\u00bb) la libert\u00e0 di professare la propria fede e di vivere conformemente a essa \u2013 l\u2019idea basilare dell\u2019editto \u2013 \u00e8 postulata come una delle libert\u00e0 principali della persona umana.<\/p>\n<p>Qualcosa di simile a ci\u00f2 che avvenne nell\u2019impero romano nel 313 si comp\u00ec ventisei anni fa sull\u2019estensione di quella che era allora l\u2019Unione Sovietica. Fummo testimoni del fatto che nel nostro paese la Chiesa, dopo molte prove e vittime, improvvisamente usc\u00ec dal ghetto, si alz\u00f2 in piedi e inizi\u00f2 il proprio cammino vittorioso nelle citt\u00e0 e nei villaggi. Una parte significativa della societ\u00e0 ritrov\u00f2 la propria identit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Ma tutto inizi\u00f2 dal fatto che, alla met\u00e0 degli anni Ottanta, al centro del dibattito pubblico in Urss si lev\u00f2 in maniera acuta la questione della libert\u00e0 di coscienza. In tale dibattito la Chiesa aveva giocato un ruolo attivo. Di nuovo, come sedici secoli fa, con il fatto stesso della propria esistenza, nonostante la realt\u00e0 circostante, la Chiesa mise a nudo la crisi della libert\u00e0 e, insieme a ci\u00f2, mise a nudo la fragilit\u00e0 interiore dell\u2019ordine di cose precedente. In un sistema di valori che si stava sfaldando non si trovava pi\u00f9 una giuntura politica, n\u00e9 economica, n\u00e9 di senso, capace di unire il popolo.<\/p>\n<p>Alcuni eventi della storia della Chiesa non possono essere spiegati altrimenti che come miracolo di Dio. Tale miracolo fu l\u2019epoca che segu\u00ec all\u2019editto di Milano del 313. Un miracolo non minore avvenne nel nostro paese alla fine degli anni Ottanta. Potevano persone che soltanto pochi anni prima per la loro fede rischiavano il benessere, e in alcuni casi anche la vita, interpretare la libert\u00e0 che inaspettatamente gli pioveva addosso in maniera diversa che come un miracolo e un dono di Dio? Potevano aspettarsi che l\u2019ideologia irreligiosa sarebbe crollata e che al suo posto sarebbe venuta un\u2019altra concezione del mondo, in cui la Buona novella della Chiesa sarebbe stata nuovamente considerata come uno dei fondamenti della societ\u00e0 e il pegno del suo successo nel futuro? Gli innumerevoli fedeli, che si erano riuniti nelle solennit\u00e0 del luglio 1988 avrebbero potuto ripetere le parole un tempo pronunciate da Eusebio di Cesarea in occasione delle generali solennit\u00e0 ecclesiastiche che celebravano la nuova epoca: \u00ab\u00c8 scomparsa ogni paura in cui ci tenevano i nostri oppressori. Adesso sono sorti giorni lieti e solenni di feste affollate: tutto si \u00e8 riempito di luce\u00bb<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>In entrambi i casi proprio il dono della libert\u00e0 religiosa anticip\u00f2 quello delle altre libert\u00e0 civili, stimate ai giorni nostri come una delle principali conquiste della societ\u00e0 democratica. E ci\u00f2 non \u00e8 casuale, perch\u00e9 il concetto di libert\u00e0 riceve un contenuto particolare proprio nel sistema di valori cristiano. Noi, cristiani, siamo convinti che il dono della vita sia un dono di Dio e che la stessa vita umana non sia sottomessa a niente, fuorch\u00e9 al Creatore del genere umano. Questa convinzione rende i cristiani liberi dal peso di qualunque forza politica e di qualunque ideologia. Essa li rende capaci di essere martiri e confessori della fede quando la Chiesa \u00e8 perseguitata; testimoni della verit\u00e0 e annunciatori del Regno di Dio quando la Chiesa \u00e8 riconosciuta. A nessun\u2019altra religione o ideologia \u00e8 proprio tale trepidante atteggiamento verso la libert\u00e0. Al grande filosofo russo Nikolaj Berdjaev appartengono queste parole: \u00abLa libert\u00e0, prima di tutto la libert\u00e0: ecco l\u2019anima della filosofia cristiana ed ecco che cosa non \u00e8 dato a nessun\u2019altra filosofia astratta e razionalistica\u00bb<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 cristiana non ci separa dalle nostre famiglie, dai legami sociali, dalla nostra patria. Al contrario, nella stessa concezione cristiana della libert\u00e0, nel riconoscimento del legame assoluto e vivificante dell\u2019uomo con Dio \u00e8 depositato un potenziale etico di enorme forza. Essendo creature del buon Dio, figli e figlie del Creatore, siamo chiamati a coltivare il giardino che ci \u00e8 stato dato in possesso, avvicinando cos\u00ec il Regno di Dio al genere umano. Proprio questo potenziale etico, radicato dentro la libera personalit\u00e0 umana, vide nel cristianesimo l\u2019imperatore Costantino, dopo aver consentito a questa potente carica positiva e creativa di liberarsi e influenzare tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Questo stesso potenziale della libert\u00e0 cristiana si liber\u00f2 nel nostro popolo dopo decenni di oppressione ideologica. Sono convinto che se il nostro popolo ha superato la colossale catastrofe sociale ed economica degli anni Novanta e ha trovato in s\u00e9 le forze per rialzarsi, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto proprio perch\u00e9 in esso scorre ancora il sangue cristiano e nella profondit\u00e0 della nostra coscienza nazionale il concetto di libert\u00e0 cristiana non \u00e8 ancora cancellato.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi possiamo osservare sempre pi\u00f9 spesso come nei paesi dell\u2019Occidente si proclami un\u2019altra libert\u00e0: dai princ\u00ecpi morali, dai valori comuni a tutta l\u2019umanit\u00e0, dalla responsabilit\u00e0 per le proprie azioni. Vediamo quanto questa libert\u00e0 sia distruttiva e aggressiva. Al posto del rispetto verso i sentimenti degli altri essa predica un permissivismo che ignora le convinzioni e i valori della maggioranza. Invece di un\u2019autentica affermazione della libert\u00e0, essa afferma il principio, lontano dagli elementari orientamenti etici, dello sfrenato soddisfacimento delle passioni e dei vizi umani.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento aggressivo di tale libert\u00e0 falsamente intesa la rende affine al totalitarismo dell\u2019epoca delle persecuzioni e all\u2019irreligiosit\u00e0 del Novecento. La \u00ablibert\u00e0 totalitaria\u00bb, basata sulle passioni umane, ci riporta ai tempi dei pagani, anche se in una forma pi\u00f9 maliziosa e raffinata. Sotto i nostri occhi si dispiegano di nuovo immagini a noi conosciute per gli eventi dei decenni irreligiosi del nostro paese. L\u2019ateismo militante, non di rado nelle forme pi\u00f9 mostruose e grottesche, ha di nuovo alzato la testa e ha osato imporsi all\u2019attenzione negli spazi europei. Il relativismo etico e il permissivismo si elevano a principio fondamentale dell\u2019esistenza. E vediamo gi\u00e0 come girino per Londra autobus con le scritte \u00abDio non c\u2019\u00e8, goditi la vita\u00bb oppure \u00abSei gay, vanne fiero\u00bb. Sentiamo come a Parigi si disperda con manganelli e gas lacrimogeni una manifestazione di sostenitori dei valori della famiglia tradizionale, contrari all\u2019adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. Diventiamo testimoni di come sull\u2019ambone della chiesa principale di Mosca si compiano sacrilegi che suscitano l\u2019approvazione di una parte della societ\u00e0, e come poi un\u2019azione analoga sia messa in scena a Notre-Dame di Parigi.<\/p>\n<p>La secolarizzazione sotto apparenza di democratizzazione in realt\u00e0 ha liberato nel sovra-Stato europeo, che rappresenta l\u2019erede culturale dell\u2019impero romano, un\u2019energia colossale di sottomissione al potere. Questa energia ribollente aspira oggi a rompere definitivamente con il cristianesimo che ha trattenuto i suoi impulsi totalitari nel corso di diciassette secoli. Di conseguenza essa cerca istintivamente di istituire una dittatura assoluta che richieder\u00e0 l\u2019instaurazione di un controllo completo su ogni membro della societ\u00e0. Non stiamo forse andando verso questo acconsentendo, \u00abai fini della sicurezza\u00bb, all\u2019introduzione obbligatoria dei passaporti elettronici, della dattiloscopia generalizzata e all\u2019installazione di fotocamere in qualunque luogo? Infatti tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere facilmente utilizzato per altri scopi, che pure possono essere giustificati col \u00abrafforzamento delle misure di sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accade oggi in Occidente \u00e8 una graduale ricostituzione della <em>Pax Romana<\/em>, di un dominio globale e internazionale. Se per\u00f2, in determinati periodi, il potere romano aveva un atteggiamento indifferente nei confronti dell\u2019amoralit\u00e0, oggi invece si cerca di elevarla a norma. Alcuni presentano lo Stato democratico moderno addirittura nel ruolo di garante dello status legale dell\u2019amoralit\u00e0, poich\u00e9 esso difende i cittadini dagli attentati del \u00abbigottismo religioso\u00bb. Il ruolo della religione, proprio come nella Roma dei cesari, \u00e8 visto esclusivamente sotto una luce utilitaristica: essa deve essere servitrice dello Stato, senza aspirare alla verit\u00e0, \u00abun fatto privato di ciascuno\u00bb. Cionondimeno, da essa si esige sempre il riconoscimento incondizionato dello Stato e l\u2019obbedienza alle leggi, ivi comprese quelle che minano le sue basi.<\/p>\n<p>Tuttavia, il cristianesimo per la sua stessa sostanza non pu\u00f2 esimersi dall\u2019aspirazione alla verit\u00e0: tale \u00e8 la sua natura escatologica, \u00abin cerca della Citt\u00e0 futura\u00bb. Al moderno Stato secolare il Regno di Dio predicato dalla Chiesa infonde paura; al regno dell\u2019uomo, che non tollera concorrenti, sembra una minaccia. Cos\u00ec come ai tempi pre-costantiniani, il cristianesimo resta l\u2019unica forza al mondo che non possa essere inghiottita dal meccanismo gigantesco del nuovo Stato dispotico<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup><sup>[12]<\/sup><\/sup><\/a>. Non a caso, perci\u00f2, nelle profezie dell\u2019Apocalisse sono utilizzate le immagini dell\u2019impero totalitario, che lotta contro i santi, adoperando a tal fine tutta la propria forza colossale e i mezzi di controllo.<\/p>\n<p>Evidentemente, il pi\u00f9 grande merito storico dell\u2019imperatore Costantino risiede nel tentativo cosciente di sintesi di una nuova forma di Stato fondata sulle norme evangeliche. Era poco probabile che questo esperimento potesse concludersi con successo, poich\u00e9 <em>\u00abnessuno versa vino nuovo in otri vecchi\u00bb<\/em> (Mc 2,22). Lo statalismo pagano di Roma con l\u2019aspirazione gli era propria all\u2019assoluto controllo non fu eliminato negli Stati cristiani che le succedettero. Eppure i vecchi otri dello Stato romano permisero alla Chiesa di rivelarsi in pienezza nel suo servizio a migliaia di generazioni, di mettere a frutto i suoi doni benefici nella storia, di esercitare un\u2019influenza nella formazione di molte culture e tradizioni. Noi recepiamo l\u2019eredit\u00e0 del cristianesimo prevalentemente alla luce della sua evoluzione storica nel periodo seguito all\u2019editto di Milano. Il \u00abmatrimonio\u00bb tra la Chiesa e lo Stato, sebbene si dimostrasse non eterno in forza dell\u2019eterogeneit\u00e0 dei \u00abpartner\u00bb, tuttavia, diede alla storia europea tale vettore di sviluppo, il cui rigetto significherebbe la morte della civilt\u00e0 del nostro continente.<\/p>\n<p>In questo contesto la lezione storica dell\u2019editto di Milano diviene estremamente preziosa. Mostra che un nuovo ciclo di sviluppo della civilt\u00e0 deve basarsi su una libert\u00e0 che poggi su solidi fondamenti etici. Proprio da tale libert\u00e0 devono formarsi anche tutti gli altri tipi di libert\u00e0; da essa sorge pure lo Stato estraneo al totalitarismo. In caso contrario, la libert\u00e0 diventa nuovamente solo un valore dichiarato ufficialmente ma astratto, mentre l\u2019ideologia liberale riduce in schiavit\u00f9 l\u2019uomo e lo rende come uno zombi, similmente a quanto faceva l\u2019ideologia irreligiosa nel passato recente.<\/p>\n<p>Nel IV secolo la Chiesa, per la prima volta nella sua storia, inizi\u00f2 a integrarsi nella societ\u00e0 civile, i cristiani per la prima volta sentirono la possibilit\u00e0 di mettere in pratica la propria fede e le proprie convinzioni per il bene della propria patria terrena. La forza della teologia cristiana \u2013 della teologia della salvezza e della resurrezione, della teologia del Regno di Dio che viene con potenza \u2013 doveva rivelarsi nella vita dei molti popoli che abitavano l\u2019ecumene di quei tempi.<\/p>\n<p>Ai giorni nostri la Chiesa e la sua Sacra Tradizione sono diventati una scoperta per il nostro popolo. Un\u2019intera generazione di persone distanti dalla Chiesa ha di nuovo riscoperto la fede. La situazione in cui ci troviamo \u2013 situazione di riacquisizione della Tradizione dimenticata, di ritorno della societ\u00e0 nella Chiesa, di rinascita della Chiesa \u2013 pone davanti a noi un compito: comprendere che cosa sia la Tradizione cristiana con la lettera maiuscola e chi siamo noi in questa Tradizione. Inoltre, la conoscenza della storia della civilt\u00e0 cristiana ci ha aperti alla comprensione del ruolo della Chiesa in epoche completamente diverse, di prosperit\u00e0 e oppressione, di errori e prove. La Chiesa nell\u2019epoca di Costantino, che compiva soltanto i primi passi come istituzione socialmente riconosciuta, non conosceva tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Oggi possiamo dire che la Chiesa negli ultimi diciassette secoli sia divenuta pi\u00f9 matura, pi\u00f9 provata. L\u2019esperienza storica della Chiesa non ci consente, dopo avere ricevuto la libert\u00e0, di non disporre di essa con intelligenza. Oggi si esige dalla Chiesa una particolare saggezza, perch\u00e9 abbiamo ricevuto una tale occasione storica che non abbiamo diritto di lasciarci sfuggire. Gi\u00e0 negli anni Novanta del Novecento in Russia la Chiesa ha iniziato a parlare a voce spiegata di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 come di due valori assoluti, senza la cui interazione non \u00e8 possibile costruire una societ\u00e0 giusta. Oggi sempre pi\u00f9 spesso simili idee risuonano dalle labbra degli uomini di Stato. Oggi, in Russia, ma anche in qualche altro Stato dello spazio post-sovietico, la Chiesa e lo Stato sono capaci di parlare a una sola voce, di esprimere un\u2019unica posizione.<\/p>\n<p>La consonanza tra Chiesa e Stato nella valutazione dei processi sociali non deve essere in nessun modo ritenuta segno di \u00abfusione\u00bb tra essi. Il principio di reciproca non ingerenza tra Stato e Chiesa negli affari interni dell\u2019uno e dell\u2019altra deve essere mantenuto e si mantiene. Ma questo principio deve essere bilanciato da un altro principio non meno importante: la collaborazione di Chiesa e Stato in tutti i campi in cui questa collaborazione \u00e8 possibile e necessaria. Ed essa si dimostra necessaria nei campi pi\u00f9 diversi, connessi alla sfera dell\u2019etica pubblica.<\/p>\n<p>Oggi sia lo Stato, sia i rappresentanti delle confessioni religiose, ma anche le persone non appartenenti ad alcuna religione (che inaspettatamente risultano essere in minoranza) possono prendere parte, a tutti gli effetti, alla discussione sui valori che debbono orientare lo sviluppo sociale. Noi dobbiamo creare una societ\u00e0 in cui nessuno si senta a disagio, in cui ciascuno possa mettere in pratica la propria libert\u00e0. Ma nello stesso tempo occorre che la libert\u00e0 non si trasformi in permissivismo. Ogni membro della societ\u00e0 deve sentire la propria responsabilit\u00e0 non soltanto verso se stesso, ma anche verso la propria patria, verso tutto il mondo circostante.<\/p>\n<p>Oggi non possiamo considerare la societ\u00e0 come un meccanismo senz\u2019anima, guidato da norme giuridiche. La societ\u00e0 \u00e8 anche un organismo spirituale, che \u00e8 guidato da leggi spirituali. Non per nulla parliamo di societ\u00e0 etica o senza etica, di societ\u00e0 malata e di societ\u00e0 sana. Le possibilit\u00e0 dello Stato di influenzare la sfera spirituale della vita umana sono alquanto limitate, mentre la Chiesa ha in questo campo possibilit\u00e0 enormi. Affinch\u00e9 gli interessi della societ\u00e0 si realizzino al massimo, \u00e8 indispensabile che la libert\u00e0 civile, che pu\u00f2 e deve essere garantita dallo Stato, sia connessa alla libert\u00e0 religiosa. Perch\u00e9 proprio la libert\u00e0 \u00e8 l\u2019anello di congiunzione tra le due sfere della vita sociale: quella civile e quella spirituale.<\/p>\n<p>Questo tema \u00e8 complesso e sfaccettato, provoca dibattiti e necessita di dibattiti. Nel corso di tutta la storia cristiana, fin da quando a Milano fu firmato lo storico editto che concesse la libert\u00e0 alla Chiesa, la Chiesa si trova in un incessante sviluppo dialettico: essa, da una parte, deve conservare la propria libert\u00e0 acquistata con il sangue; dall\u2019altra, \u00e8 chiamata a realizzarla.<\/p>\n<p>Ogni libert\u00e0 \u00e8 preziosa, quando \u00e8 legata alla responsabilit\u00e0 e allo spirito di sacrificio. Possedere la libert\u00e0 significa per la Chiesa restare \u00absale della terra\u00bb, lievito evangelico, forza spirituale e coscienza del popolo. Realizzare la propria libert\u00e0 significa agire, utilizzare le opportunit\u00e0 che il Signore d\u00e0 per il servizio e per la predicazione. Il mondo \u00e8 fatto in modo tale, che la libert\u00e0 \u00e8 condizione dell\u2019agire decisivo, ma ponderato. La libert\u00e0 \u00e8 il mezzo, la condizione della creativit\u00e0. Ma la creativit\u00e0 \u00e8 il coinvolgimento nella vita della societ\u00e0 con tutte le sue contraddizioni interne.<\/p>\n<p>A noi \u00e8 dato vivere in tempi in cui nelle nostre mani, nelle mani dei cristiani si \u00e8 trovato il prezioso dono della libert\u00e0, quello stesso dono che ricevettero i cristiani all\u2019epoca dell\u2019imperatore Costantino in Grande. Questo dono della Divina Provvidenza apre davanti a noi enormi opportunit\u00e0. Ma il dono della libert\u00e0 ci carica anche di una responsabilit\u00e0 colossale. La capacit\u00e0 di disporre del dono della libert\u00e0 esige dalla vecchia generazione degli uomini di Chiesa una particolare saggezza, mentre dai giovani lavoratori del campo di Dio esige un impegno colossale.<\/p>\n<p>Parlando dell\u2019idea della libert\u00e0 cristiana come di un filo che lega l\u2019epoca di Costantino alla nostra, mi rivolgo con il pensiero all\u2019ascesi degli apostoli e dei martiri, degli apologeti e dei santi padri dal IV secolo e di quello seguente fino ai martiri e ai confessori della fede della Chiesa russa. Dal momento stesso della sua origine, attraverso tutte le generazioni, grazie all\u2019ascesi degli eroi dello spirito, la Chiesa ha custodito la propria libert\u00e0 come pupilla degli occhi. E checch\u00e9 ne dicano gli studiosi dei rapporti tra Stato e Chiesa a Bisanzio e nella Rus\u2019, la Chiesa nel suo intimo \u00e8 rimasta libera, fuori dalla dipendenza dalla congiuntura politica esterna. La libert\u00e0 di confessare Cristo come il Signore e di vivere secondo i Suoi comandamenti resta una costante per la vita della Chiesa e per la vita di ciascun cristiano fin al momento in cui \u00ab<em>i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c&#8217;\u00e8 in essa sar\u00e0 distrutta<\/em>\u00bb (2 Pt 3,10).<\/p>\n<p>Voglio augurare a tutti voi, e nelle vostre persone a tutta la generazione futura di cristiani occidentali, di conservare lo spirito di quella libert\u00e0 cristiana che stima vanit\u00e0 tutto ci\u00f2 che non piega la testa dinanzi al Dio vivente e dinanzi al Salvatore del mondo, Ges\u00f9 Cristo. Conservando questa libert\u00e0 interiore, non abbiate paura della creativit\u00e0, non abbiate paura del rischio della creativit\u00e0. Poich\u00e9 il Signore ci invita tutti a essere suoi collaboratori in questo mondo, ma la collaborazione non pu\u00f2 non essere creativa nel senso pi\u00f9 alto di questo termine.<\/p>\n<p>E ancora un augurio che vorrei indirizzare oggi a tutti noi: portando nel mondo la parola di Cristo, non dimentichiamoci che l\u2019esempio della nostra vita personale \u00e8 sempre stato e sar\u00e0 la migliore testimonianza. Possa la nostra attivit\u00e0 creativa iniziare nelle nostre anime, nelle nostre famiglie, parrocchie e comunit\u00e0 monastiche, nelle scuole ecclesiastiche e nelle universit\u00e0 laiche. Allora la forza della nostra testimonianza raggiunger\u00e0 tutto l\u2019insieme della societ\u00e0 e di ogni suo membro. Allora potremo con le nostre vite degnamente vissute rendere grazie a Dio per il prezioso dono della libert\u00e0 che Lui dona a noi, cristiani, e che nessuno ha il diritto di sottrarci.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Apologeticum<\/em> 37.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Citato secondo Evsevij Pamfil, <em>Cerkovnaja istorija<\/em> [Storia ecclesiastica], vol. 10, cap. 5, Moskva 1993, p. 358..<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a><a href=\"http:\/\/www.barnesandnoble.com\/c\/hans-martin-golz\"> Golz<\/a>, Hans Martin, <em>Die Konstantinische Wende \u2013 Eine Betrachtung zu drei Toleranzedikten<\/em>, GRIN Verlag, 2009, p. 12.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> F. Dvornik, <em>Early Christian and Byzantine Political Philosophy. Origins and background, <\/em>II, Washington, 1966, p., 616.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>Apologeticum<\/em> 38, 3.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Contr. Cels. VIII, 75.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Georgij Florovskij, arciprete, <em>Dogmat i istorija<\/em> [Dogma e storia], Moskva 1998, p. 261.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ibidem.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Ioann Meyendorf, arciprete, <em>Istorija Cerkvi i vosto\u010dno-christianskaja mistika<\/em> [Storia della Chiesa e mistica orientale cristiana], Moskva 2000, p. 19.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Eusebio di Cesarea, <em>Cerkovnaja istorija<\/em> [Storia ecclesiastica], 10.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Berdjaev, <em>Filosofija svobody<\/em> [Filosofia della libert\u00e0], parte 1.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Georgij Florovskij, arciprete, <em>Dogmat i istorija<\/em> [Dogma e storia], Moskva 1998, p. 261.<\/p>\n<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lectio Magistralis del metropolita Hilarion di Volokolamsk, Presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, in occasione dell&#8217;apertura dell&#8217;anno accademico presso la Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale, 17 ottobre 2014.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":109785,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[95,1,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109757"}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.mospat.ru\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}